Il sole fa bene (ma va preso con cautela)


22 giugno 2016 - 16:55Rassegna stampa


Rischi e benefici

Prendere il sole fa bene o fa male? Secondo uno studio svedese pubblicato sul Journal of Internal Medicine la risposta giusta è la prima, tanto che l’esposizione potrebbe allungare la vita persino di due anni. «Lo studio iniziato nel 1990 ha coinvolto circa 30mila donne svedesi tra i 25 e i 64 anni - spiega il professor Giampiero Girolomoni, Direttore della Dermatologia di Verona e presidente Società Italiana di Dermatologia - e ha dimostrato in modo chiaro che evitare il sole fa male. Le donne che si espongono al sole infatti hanno un rischio minore di eventi cardiovascolari (infarto, ictus) e sopravvivono più a lungo, da 0,6 a 2,1 anni in più per la precisione». La pelle produce maggiori quantità di vitamina D e delle beta endorfine che sono responsabili del senso di piacere e appagamento. Inoltre rilascia ossido nitrico, che è in grado di abbassare la pressione arteriosa. La vitamina D, oltre a preservare la mineralizzazione dell’osso e prevenire l’osteoporosi, regola le risposte immunitarie, protegge dalle infezioni e riduce il rischio cardiovascolare. L’altro lato della medaglia è che l’esposizione eccessiva al sole favorisce l’invecchiamento cutaneo e lo sviluppo di tumori della cute come epiteliomi o melanomi. Quindi come comportarsi? «Tutto dipende dalle caratteristiche della propria pelle - spiega Girolomoni -: gli individui di carnagione scura che non si scottano al sole possono esporsi tranquillamente. Gli individui di carnagione chiara che si scottano facilmente devono fare più attenzione, esponendosi con cautela».

Non esporsi tra le 11 e le 14

Ecco dunque alcuni consigli della Società Italiana di Dermatologia (SIDeMaST) per esporsi al sole senza commettere errori. Primo, evitare le ore di massima irradiazione (tra le 11 e le 14) ed esporsi in modo graduale, dando la possibilità alla pelle di difendersi attraverso l’abbronzatura e usando creme protettive adeguate.

Bambini e rischio melanoma

Soprattutto nei bambini è fondamentale evitare le ustioni solari, che costituiscono il principale fattore di rischio per il melanoma. Questa malattia insorge a distanza di decenni dalle ustioni.

Come usare le creme

Usare creme con fattore di protezione superiore a 30, meglio se 50, rinnovando l’applicazione dopo due ore o anche prima se si fanno bagni. Le creme vanno usate in quantità adeguata e bisogna ricordare che anche quelle a cosiddetta “protezione totale” in realtà proteggono solo parzialmente.

Bene le magliette colorate

Bisogna infine ricordare che le creme non servono per stare più a lungo al sole, ma per starci in modo più corretto. Anche le magliette colorate possono costituire un ottimo filtro.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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