Il sole è in agguato


26 luglio 2013 - 16:39Rassegna stampa


Un bracciale intelligente che cambia colore quando viene raggiunto il limite di guardia e i raggi solari diventano pericolosi per la pelle. Nelle scuole elementari della Campania e, da fine giugno, nei centri balneari della regione, sono stati distribuiti i bracciali simbolo di prevenzione e di informazione promosse dalla Fondazione Melanoma. «Nel mondo, questo tumore ha fatto rilevare negli ultimi 60 anni il maggior incremento, aumentando di sette volte», ha commentato Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma.

Va detto che oggi il 70% dei nuovi casi è diagnosticato nella fase iniziale, anche grazie ai maggiori controlli effettuati sulla pelle e sui nei in particolare. Ciò nonostante la prevenzione viene ancora ampiamente sottovalutata, soprattutto quando si tratta dell'esposizione ai raggi del sole. Il progetto My Skincheck, realizzato per il quinto anno consecutivo con il supporto scientifico di Adoi (Associazione dermatologi ospedalieri italiani) e La Roche-Posay testimonia una scarsa attenzione alla protezione sotto il sole. Nel 2012 la maggior parte dei 2000 intervistati ha dichiarato di non utilizzare strumenti utili per la protezione sotto il sole, come cappelli, magliette o occhiali. La crema, inoltre, applicata dal 78% delle persone intervistate, spesso non viene scelta con la dovuta attenzione, ossia in base al proprio fototipo.

«È importante non sottovalutare le scottature», ha commentato Gian Marco Tomassini, coordinatore nazionale gruppo melanoma Adoi, «poiché danneggiano la pelle in profondità e possono rappresentare un indicatore di aumentato rischio di melanoma». La tecnologia, però, può rappresentare un utile strumento di indagine. Per conoscere la corretta classificazione del proprio fototipo è, infatti, disponibile il simulatore solare, ossia un macchinario che riproduce in laboratorio l'intero spettro delle radiazioni solari, dai raggi Uvb agli Uva, dagli infrarossi alla luce visibile. «Con questo strumento è possibile effettuare una diagnosi preventiva sui diversi tipi di fotodermatosi, un'intolleranza al sole impropriamente definita eritema», ha spiegato Giovanni Leone, dermatologo responsabile del servizio di fotodermatologia dell'Istituto San Gallicano di Roma, «attraverso fibre ottiche i diversi raggi sono irradiati sulla pelle del paziente così da capire, a distanza di un giorno, qual è la lunghezza d'onda che scatena la reazione di intolleranza».

Buone notizie invece arrivano dall'Euromelanoma day, che ha avuto luogo il 27 maggio scorso e che ha reso noti alcuni dati di uno studio condotto dalla Clinica dermatologica dell'Università dell'Aquila in cui sono stati classificati gli aspetti demoscopici e i cambiamenti nel tempo di 75 nevi congeniti o acquisiti di mani e piedi in bambini e ragazzi tra 0 e 18 anni. Nel 60% i nevi son cambiati ma le lesioni sospette, asportate, hanno rivelato forme benigne. La regione palmo-plantare in questa popolazione, quindi, può essere tenuta sotto osservazione senza eccessivi timori.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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