Il calvario dei malati di psoriasi: 4 medici prima di avere una diagnosi


24 ottobre 2015 - 11:52Rassegna stampa


La malattia colpisce 2,5 milioni di Italiani. Ciascun paziente consulta più di uno specialista prima di avere certezze. Si punta su collegamento tra dermatologi e medici di base

La situazione è ben poco confortante. Nel 70% dei casi una persona che soffre di psoriasi arriva a consultare sino a 4 diversi specialisti prima di avere una diagnosi ed una cura certe. E' questa la fotografia scattata da una ricerca del Censis presentata oggi a Roma in occasione della prossima Giornata Mondiale che si svolgerà domenica 25 ottobre. Una situazione che oggi più che mai necessita di essere risolta: a differenza di quanto si possa pensare la malattia ha un forte impatto psicologico. Ecco perché curarla tempestivamente diventa ancor di più una priorità.

Che cos'è la Psoriasi?

Affermare che la malattia è un puro inestetismo è assolutamente sbagliato. La psoriasi, una malattia infiammatoria cronica della pelle non infettiva né contagiosa, colpisce in forma più o meno grave oltre 2,5 milioni di italiani. Ad oggi i fattori che scatenano la malattia non sono ancora totalmente chiari. Secondo l'ipotesi più accreditata la psoriasi sarebbe causata principalmente da fattori genetici a cui si aggiungono quelli ambientali e anomalie nel sistema immunitario. Purtroppo recenti evidenze suggeriscono che la psoriasi possa essere considerata una malattia sistemica. Ad essa infatti si associano malattie infiammatorie croniche intestinali, patologie oculari, malattie metaboliche e cardiovascolari e disturbi psicologici. Ecco perché la psoriasi è molto di più di quello che appare all'occhio umano.

Per la diagnosi un vero e proprio percorso ad ostacoli

Eppure, nonostante la gravità delle malattie ad essa correlate, la diagnosi arriva ancora troppo tardi. I dati del Censis, ottenuti in collaborazione con le 5 società scientifiche ADOI, SIDeMaST SIF, SIFO, SIMG - e dell'Associazione dei Pazienti A.DI.PSO lasciano poco spazio alle interpretazioni: in 7 casi su 10 le persone che ne soffrono sono passate da uno specialista ad un altro per ottenere una diagnosi corretta e in 5 su 10 si sono rivolte in media a 4 diversi specialisti o centri prima di individuare l'attuale interlocutore a cui affidarsi per le cure.

L'impatto della malattia sulla qualità della vita

Tutto ciò non fa che impattare ulteriormente sulla qualità di vita di questi pazienti già gravati dall'impatto psicologico della patologia che li fa vivere sospesi fra la paura dell'evoluzione della malattia (65%), la vergogna per i segni sul corpo (56%), la sensazione di essere percepiti dagli altri come contagiosi (52%) e l'ansia da ricomparsa dei sintomi, che nei casi più gravi sfocia in periodi di depressione (48%) e una generale insoddisfazione per la propria condizione di vita.

Ma allora come ci si può curare?

Come spiega Giampiero Girolomoni, Presidente SIDeMaST, «Oggi la ricerca scientifica ha fatto enormi passi avanti e le nuove terapie biotecnologiche, capaci di spegnere l'eccessiva risposta immunitaria, sono in grado di ottenere risultati eccezionali in termini di efficacia e qualità della vita dei pazienti anche nei casi più gravi, laddove il percorso diagnostico-terapeutico sia corretto ed appropriato. Ma per sfruttarne a pieno le potenzialità è necessario un modello organizzativo più efficace nel gestire i pazienti, a partire dalla formazione dei medici di medicina generale e da un miglior collegamento fra dermatologia territoriale e i centri di riferimento per la cura della psoriasi».

Ad oggi, sempre secondo il Censis, l'80% dei dermatologi auspica una ridefinizione della rete dei centri di cura sul territorio per garantire un percorso migliore e una più capillare offerta di cura ai pazienti.

Continuare ad informare

«La psoriasi è una patologia ancora troppo sottovalutata -sottolinea Mara Maccarone, Presidente A.DI.PSO-. È necessario quindi favorire una corretta e continua opera di informazione e sensibilizzazione a tutti i livelli, dalle Istituzioni socio-sanitarie che possono contribuire con risorse e una più capillare organizzazione sanitaria, all'opinione pubblica per abbattere lo stigma nei confronti dei pazienti affetti da psoriasi».

Inserito da segreteria SIDeMaST

La rassegna stampa contiene articoli di interesse dermatologico tratti da testate nazionali e non intende fornire una revisione critica né essere una fonte di notizie scientificamente validate. Si accettano (e sono bene graditi) commenti da parte dei soci esperti nel settore.

Lascia un commento sul sito e rispondi all'autore

I commenti sono soggetti a moderazione: non saranno pubblicati immediatamente ma dovranno essere approvati dalla segreteria.

Eventi SIDeMaST

Stato iscrizione