Idrosadenite suppurativa: nuove prospettive


21 luglio 2015 - 10:59Rassegna stampa 3 commenti


Parere positivo del Comitato europeo per i medicinali per uso umano sul primo farmaco «biologico» per la malattia, per cui non esistono ad oggi cure risolutive

Il Comitato europeo per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha espresso parere positivo per adalimumab, prodotto dalla casa farmaceutica Abbvie, per il trattamento dell'idrosadenite suppurativa attiva, di grado da moderata a grave, nei pazienti adulti che non rispondono adeguatamente al trattamento sistemico convenzionale.

La malattia

L'idrosadenite suppurativa è una dolorosa malattia infiammatoria cronica della pelle che si stima interessi circa l'1% della popolazione adulta in tutto il mondo. «Il parere positivo del Chmp rappresenta un passo importante sia per i pazienti che per la classe medica - evidenzia Giampiero Girolomoni, presidente della Società italiana di dermatologia (Sidemast) - poiché ad oggi non esistono terapie efficaci per il trattamento di questa patologia. Nei prossimi mesi potremmo finalmente avere a disposizione un'opzione terapeutica per i nostri pazienti». «Il parere positivo del Chmp è una tappa fondamentale per le persone colpite da idrosadenite suppurativa, poiché rappresenta un passo in avanti verso il primo e unico trattamento approvato per questa malattia altamente invalidante - ha dichiarato Umberto di Luzio Paparatti, direttore medico di Abbvie Italia- se approvato, adalimumab potrebbe offrire una nuova speranza alle persone colpite da idrosadenite suppurativa da moderata a grave»

Inserito da segreteria SIDeMaST

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Commenti e discussioni

07 agosto 2015 - 14:31 | Stefano Scarpa

il problema è che una volta ancora di più si va tracciando un confine tra i dermatologi ospedalieri e quelli presenti sul territorio, cui sempre di più viene interdetto l'utilizzo dei nuovi presidi farmacologici per la cura dei propri pazienti...

La ricerca in farmacologia dermatologica è sempre più indirizzata verso i farmaci biologici, verosimilmente per ragioni economiche, farmaci che non possono essere utilizzati dallo specialista che operi in centri ospedalieri-universitari, gli unici autorizzati.

Mah!!!

17 ottobre 2015 - 06:48 | Santo Dattola

In provincia di Reggio Calabria sono state autorizzate due strutture non ospedaliere ad usare i farmaci biologici in dermatologia e reumatologia: RC struttura1 e Palmi ex SAUB, i colleghi specialisti ambulatoriali praticano la terapia biologica da più di un anno.

Dopo 15 anni è ora che si dia la possibilità a tutti i Dermatologi a praticare le nuove terapie nell'interesse dei pazienti. Io sono ospedaliero e uso i biologici da quando sono nati e mi rendo conto che non vi è nessuna difficoltà che anche i Dermatologi Ambulatoriali possono servirsi di questa nuova biotecnologia terapeutica.

Saluti Santo Dattola

22 ottobre 2015 - 14:14 | Stefano Scarpa

In Veneto di contro è da oltre un anno e mezzo che aspetto mi si ridia la possibilità di redigere un piano terapeutico per Imiquimod, non parliamo poi dell'Ingenolo mebutato per ricettare il quale sono costretto ad elemosinare la ricettazione da colleghi sumaisti... tutto ciò nonostante io faccia anche prestazioni in regime di convenzione.

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