I farmaci biologici: la nuova frontiera della lotta alla psoriasi


26 aprile 2010 - 20:35Rassegna stampa


Dal 2007, l'Ambulatorio Psoriasi di Dermatologia del «Cardinal Massaia» è tra gli 86 centri a rientrare nel progetto Psocare, il programma di ricerca promosso dall'Agenzia Italiana del Farmaco.

Le strutture sono state selezionate in tutta Italia sulla base di diversi fattori, tra cui l'informatizzazione del centro, la condivisione di raccomandazioni per la gestione clinica del paziente, la presenza di un ambulatorio dedicato e di un servizio per fototerapia.

Si è arrivati, in tre anni, ad allestire un'ingente banca dati di oltre 15mila pazienti in tutta Italia, in cui, però, non sono raccolti tutti i malati di psoriasi (che sono notevolmente più numerosi), ma solo quelli affetti da forme moderate e severe, richiedenti terapie sistemiche. Scopo dello studio è monitorare l'efficacia e la sicurezza della terapia.

Al «Cardinal Massaia», il 10% dei pazienti osservati e curati in Dermatologia presenta questa patologia. Nel dettaglio, l'ambulatorio monitora nell'ambito di Psocare 35 pazienti.

La psoriasi è una malattia cutanea infiammatoria, multifattoriale e cronica, i trattamenti prevedono prodotti topici e farmaci sistemici. Non si guarisce dalla psoriasi, non si può prevenire, si può «solamente» curare. Spesso questa patologia è associata ad altre malattie sistemiche. Tra i fattori scatenanti si trovano quelli metabolici, traumatici e infettivi, alcuni farmaci e alcune cattive abitudini voluttuarie (come l'alcol e il fumo delle sigarette).

«Ad alcuni pazienti inseriti nel progetto Psocare vengono somministrati i farmaci biologici che sono la nuova frontiera, da qualche anno, delle terapie sistemiche – rileva il primario, Giovanni Roncarolo – si tratta di prodotti derivati dalle tecniche di biologia molecolare, assai diversi tra loro, con meccanismi d'azione differenti, che sono dotati di una discreta efficacia e possono essere utilizzati per lungo periodo». Sono altresì molto costosi: per questo sono disponibili unicamente nelle farmacie ospedaliere. I risultati sono molto promettenti, anche se il loro utilizzo è limitato a forme di psoriasi di grado moderato e severo, che non rispondono alle terapie sistemiche convenzionali.

Michela Ortoncelli, una delle responsabili dell'ambulatorio astigiano Psocare, elenca i benefici di queste terapie: «Non hanno particolare tossicità sugli organi, i rischi infettivi sono controllabili e la loro efficacia è elevata: bloccano l'evoluzione della malattia sia a livello cutaneo, sia a livello articolare e vanno ad agire direttamente sul meccanismo patogenetico, migliorando la qualità di vita».

«Per una malattia cronica qual è la psoriasi è indispensabile definire un piano di gestione a lungo termine che faccia un uso ottimale delle risorse terapeutiche disponibili e che tenga in adeguata considerazione le particolari esigenze del malato», conclude Roncarolo. Scopo principale del trattamento è quello di rendere sopportabile, a quanti ne sono affetti, il carico della malattia, riducendo al minimo le conseguenze sulle attività quotidiane e garantendo una qualità di vita soddisfacente.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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