Ecco i danni causati dai lettini solari sulla pelle


19 ottobre 2012 - 11:15Rassegna stampa


Quando la trentenne Kelly Hughes di Beaconsfield, Buckinghamshire, ha visto il risultato dello scanner a raggi ultravioletti fatto al suo viso, per poco non le è preso un colpo, perché la donna con quella faccia tutta bruciacchiata non poteva essere lei. Purtroppo però l'esame non mente: quella pelle rovinata e «cotta» dai raggi era proprio la sua e i responsabili di un tale scempio erano i lettini solari che la ragazza ha iniziato ad usare appena sedicenne, perché non amava vedersi pallida. «Sapevo di essere a rischio cancro per via del fatto che facevo molte lampade per rimediare al mio colorito chiaro – spiega Kelly al Sun – ma non ho mai voluto davvero pensarci e ho continuato per anni ad usarle. Ma questo esame mi ha letteralmente scioccata, è stato terrificante e da quando l'ho fatto ho eliminato i lettini solari e ho scelto un autoabbronzante».

La Hughes è una delle tante inglesi ad aver aderito alla campagna «R UV Ugly?» lanciata dal Cancer Research UK, in collaborazione con il governo scozzese, con l'intento di sensibilizzare le persone sui rischi di lettini e lampade solari. A tal proposito, dal 15 al 28 ottobre negli shopping centre di Aberdeen, Edimburgo, Glasgow e East Kilbride sarà possibile sottoporsi gratuitamente allo stesso scanner a raggi ultravioletti che tanto ha sconvolto la signorina Hughes, per fare un check-up sulle condizioni della propria pelle e rendersi conto dei danni fatti in anni di continua esposizione al sole (che sia naturale o artificiale, il rischio di ammalarsi di melanoma resta comunque altissimo). Non a caso, la charity ha stimato che negli ultimi trent'anni in Scozia i casi di melanoma maligno siano più che triplicati nella fascia d'età 15-34 anni, mentre un precedente studio della Mayo Clinic di Rochester, negli Stati Uniti, aveva evidenziato come, fra il 1970 e il 2009, l'incidenza di tale patologia fosse aumentata di otto volte nelle donne fra i 20 e i 40 anni e di quattro volte fra gli uomini. «Vorremmo che tutti gli scozzesi che usano i lettini solari si sottoponessero allo scanner ai raggi ultravioletti – spiega Vicky Crichton della divisione scozzese del Cancer Research UK alDaily Mail – così da rendersi conto dei danni che stanno facendo alla loro pelle che, con l'uso continuo di queste apparecchiature, diventa ruvida e rugosa».

Un avvertimento che sembra però cadere nel vuoto soprattutto fra le giovani scozzesi che, non amando la loro pelle color di luna, tendono a sdraiarsi in numero sempre maggiore sotto ai lettini solari, sebbene una norma, in vigore da oltre un anno in Gran Bretagna (ma anche in Italia e in altri paesi europei), vieti l'uso di lampade e lettini abbronzati ai minori di 18 anni, alle donne in gravidanza e a chi si scotta con facilità. Insomma, se proprio si vuole evitare l'effetto mozzarella, meglio ricorrere alle creme autoabbronzanti, a maggior ragione dopo che uno studio della Emory University di Atlanta ha evidenziato come il 40% delle persone che le usano abbia sensibilmente ridotto l'esposizione ai raggi ultravioletti, sia naturali che artificiali. Vero, queste creme non sono spesso facili da applicare: da qui l'idea del Cancer Research UK di realizzare un video con la star di «Made in Chelsea», Binky Festead, per fornire alle ragazze le dritte giuste per una corretta stesura del prodotto, così da evitare le famigerate lampade solari che, dati di Yale alla mano , se usate prima dei 40 anni aumentano del 69% il rischio di carcinoma delle cellule basali.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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