È vero che con il sovrappeso la psoriasi peggiora?


30 maggio 2015 - 06:16Rassegna stampa


Il peso corporeo dei pazienti con psoriasi ha un'importanza cruciale per svariati motivi e gioca un ruolo sia sulla scelta della terapia che sulla sua efficacia, oltre che sull'andamento delle lesioni.

La psoriasi è infatti una malattia infiammatoria cronica, caratterizzata da frequenti riacutizzazioni, miglioramenti e talvolta anche persistenti remissioni.

In pratica, in molti casi le placche «vanno e vengono»: in alcuni periodi tendono a ingrandirsi, talvolta invece si attenuano o scompaiono del tutto, per poi ritornare a settimane o mesi di distanza.

Si tratta anche di una patologia multifattoriale, ossia causata dall'associazione di una predisposizione genetica e diversi fattori ambientali, quali infezioni, stress psico-fisici e stile di vita. Nonostante poi sia comunemente considerata una malattia che colpisce solo la cute e le articolazioni, è in realtà caratterizzata da un'elevata attività infiammatoria di carattere più generale: l'infiammazione colpisce anche altri distretti come l'apparato gastro-intestinale, il fegato, il cuore e contribuisce ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari (infarto, ictus, angina, coronaropatie).

Tutto questo ha, in fondo, un legame anche con la dieta e lo stile di vita. Ad oggi, non è stata scientificamente dimostrata alcuna correlazione certa tra tipo di alimentazione e psoriasi e tale tematica è ancora oggetto di discussione. L'alimentazione non rappresenta quindi di per sé un fattore favorente la comparsa della psoriasi, tuttavia può concorrere al suo aggravamento e alla comparsa di comorbidità (ovvero di patologie concomitanti).

È noto, però, che i pazienti affetti da psoriasi sono più frequentemente in sovrappeso rispetto alla popolazione generale e hanno una maggiore incidenza di sindrome metabolica, una patologia caratterizzata dall'associazione di diabete mellito di tipo II, aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, aumento della pressione arteriosa, obesità addominale (calcolata con circonferenza vita uomini superiore a 104 centimetri e donne superiore a 88 centimetri).

Il peso corporeo di un paziente con psoriasi è poi importante perché influisce sia sulla scelta della terapia che sulla sua efficacia. Mentre alcuni farmaci vengono somministrati a dosaggio fisso (methotrexate, acitretina, adalimumab, etanercept), per altri la dose deve essere calcolata in base al peso corporeo (ciclosporina, infliximab, ustekinumab), ma aumentando la dose del farmaco all'aumentare del peso, si corre il rischio di aumentare la frequenza di effetti collaterali.

Inoltre, è stato dimostrato che il sovrappeso influisce negativamente sulla risposta al trattamento riducendone l'efficacia (e questo accade sia nella psoriasi che in altre malattie infiammatorie croniche, come l'artrite reumatoide). Ne consegue che la perdita di peso può avere effetti benefici come ridurre la gravità della psoriasi e migliorare l'efficacia delle terapie sistemiche della psoriasi.

Della perdita di peso traggono vantaggio non solo i pazienti affetti da psoriasi ma anche quelli con artrite psoriasica (data dalla contemporanea presenza di malattia sulle pelle e sulle articolazioni), in cui i chili di meno possono ridurre il carico meccanico sulle articolazioni e, di conseguenza, il dolore articolare.

Concludendo, l'alimentazione non influisce direttamente sulla psoriasi ma un corretto stile di vita può contribuire a diminuire la gravità della malattia, la comparsa delle comorbidità (obesità, malattie cardiovascolari, eccetera), aumentare l'efficacia delle terapie sistemiche e ridurre la frequenza delle recidive.

Uno stile di vita basato su un'alimentazione varia e bilanciata, come quella mediterranea che prevede il consumo quotidiano di frutta e verdura, pesce ricco di omega 3 e 6 (utili per contrastare l'aumento dei grassi nel sangue) e carni bianche, così come l'attività fisica quotidiana, possono dunque contribuire a diminuire la componente infiammatoria della psoriasi, nonché le comorbidità metaboliche.

Non esistono alimenti vietati, ma andrebbe limitato il consumo di grassi polinsaturi che hanno un effetto pro-infiammatorio, quali quelli contenuti in salumi, formaggi stagionati e burro. Inoltre, il consumo di alcolici dovrebbe essere molto moderato e andrebbe bandito il fumo di sigaretta.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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