Dopo il gomito del tennista, arriva quello del guidatore


05 luglio 2011 - 11:23Rassegna stampa


Il gomito fuori dal finestrino mentre si guida è, soprattutto d'estate e alle nostre latidudini, una pessima idea: secondo uno studio dell'Università di Washington pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology, la lunga esposizione al sole dell'arto superiore sinistro in posizione fissa associata alla guida predispone infatti questa parte del corpo allo sviluppo di melanomi e carcinomi di Merkel, due fra i peggiori tumori della pelle, che aumenterebbero rispettivamente del 52 e del 53%.

I ricercatori, americani, hanno avuto una controprova dei loro risultati analizzando guidatori australiani che, diversamente da quelli americani che guidano come noi, hanno la guida a sinistra come quelli inglesi: in Australia l'incremento si riscontra a carico del lato destro del corpo. Gli inglesi sono poco significativi per la ridotta quota di raggi solari che raggiunge il Regno Unito, ma dove il sole picchia forte anche tenere i finestrini chiusi non basta. Il vetro scherma infatti solo i raggi UVB, ma non gli UVA che, per quanto meno forti, creano comunque danni.

Secondo un altro studio dell'Università di Saint Louis pubblicato in aprile sulla stessa rivista gli autotrasportatori che passano ore e ore sulle strade, se non si premuniscono con adeguate creme di protezione, anche dietro il vetro del loro camion rischiano di sviluppare tumori cutanei nel 74% dei casi a sinistra e nel 26% a destra, una frequenza che supera anche quella della donne che sono naturalmente predisposte a sviluppare queste alterazioni, ma tendono a mettersi creme di protezione, mentre i camionisti raramente lo fanno. A rischio non sono comunque solo gli autotrasportatori di professione: un terzo studio dell'Università di Saint Louis, valutando mille pazienti con tumore cutaneo localizzato, ha rilevato percentuali simili a quello degli altri studi in chiunque usi l'auto abbastanza frequentemente, a patto che sia un uomo. Il segreto delle donne, dicono gli autori, è che usano molto di più le creme di protezione e hanno anche un'esposizione ai raggi più uniformemente distribuita perché non sempre guidano e a volte si siedono addirittura dietro coi bambini.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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