Dermatite irritativa negli operatori sanitari, lavaggio delle mani aumenta la frequenza


20 febbraio 2015 - 09:04Rassegna stampa


Uno studio dell'Università di Manchester pubblicato sul British Journal of Dermatology rivela che l'incidenza di dermatiti è aumentata di 4,5 volte tra il personale sanitario a seguito dell'incremento dell'igiene delle mani per ridurre la frequenza di infezioni ospedaliere tra cui quelle da Stafilococco aureo meticillino-resistente (Mrsa).

«La prevenzione delle infezioni in ambito sanitario è una priorità del Servizio sanitario nazionale britannico dal 1999, con campagne informative che hanno sottolineato l'importanza del lavaggio delle mani con sapone o soluzioni a base alcolica da parte del personale, ma anche di pazienti e visitatori» ricorda Jill Stocks, epidemiologa all'Institute of Population Health dell'Università di Manchester e prima autrice dell'articolo, sottolineando il successo dell'intervento preventivo, che ha ridotto in modo significativo le infezioni nosocomiali salvando molte vite.

«Ma l'altra faccia della medaglia è l'aumento di irritazioni cutanee del personale sanitario» riprende la ricercatrice, che ha studiato le segnalazioni presentate dai dermatologi tra il 1996 e il 2012, archiviate in una banca dati nazionale. «Il 60% dei dermatologi britannici fa uso di questo database, progettato per segnalare le patologie cutanee causate o aggravate dall'attività lavorativa» puntualizza l'epidemiologa. E i risultati evidenziano che su 7.138 casi segnalati di dermatite da contatto, 1.796 si sono verificati tra gli operatori sanitari.

E suddividendo i dati per anno, emerge che il personale in assistenza ospedaliera ha probabilità 4,5 volte maggiori di soffrire di dermatite da contatto nel 2012 rispetto al 1996. «L'aumentata frequenza di dermatiti irritative potrebbe costituire un ostacolo per la prevenzione antinfettiva in ambito sanitario» aggiunge Stocks, puntualizzando che la cute irritata può infettarsi più facilmente, cosa che potrebbe dissuadere molti operatori dal lavarsi le mani. E conclude: «Questi risultati non devono scoraggiare la prevenzione, bensì spingere gli amministratori ospedalieri a procurarsi prodotti meno irritanti implementando strategie per diagnosticare e curare tempestivamente i casi di dermatite irritativa».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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