Dermatite atopica, solo in Italia sono un milione i bambini colpiti


18 Aug 2013 12:15 Rassegna stampa


Un esercito. Sono tantissimi i bambini europei che soffrono di dermatite atopica: lo hanno dichiarato gli esperti dell'European Academy of Allergology and Clinical Immunology (EAACI) sottolineando che secondo le ultime stime i piccoli allergici con la pelle che si arrossa e pizzica sono dal 10 al 20 per cento della popolazione in età scolare.

CAUSE - Significa che in Italia, ad esempio, circa un milione di bambini fra zero e quattordici anni deve fare i conti con una dermatite. Il problema, hanno spiegato gli esperti, è meno comune in Africa e in Europa orientale ma è molto sentito praticamente ovunque nel mondo. «In oltre il 90 per cento dei casi la diagnosi arriva prima dei cinque anni - ha dichiarato Torsten Zuberbier, esperto di orticaria che ha coordinato la "Guida pratica al trattamento della dermatite atopica" dell'EAACI -. Le cause precise non sono note, anche se un'alterazione della barriera cutanea sembra coinvolta nella comparsa dell'infiammazione della pelle conseguente all'iper-reattività del sistema immunitario. Anche la presenza di allergie alimentari ha un peso: un bambino atopico su cinque ha pure un'allergia ai cibi, riconoscerla è naturalmente importante per migliorare le condizioni di questi pazienti».

DIAGNOSI E TRATTAMENTO - I sintomi sono prurito, arrossamento e infiammazione della cute, in aree precise o diffusi; possono essere peggiorati dallo stress, così come da indumenti inadeguati (ad esempio in lana o fibre sintetiche) o prodotti aggressivi per la pelle, ma alla base ci sono allergeni che non si tollerano e vengono inalati, toccati o ingeriti. La diagnosi, spiegano gli allergologi, non è semplice: occorre valutare la storia del paziente ma spesso anche fare analisi del sangue e test cutanei, utili ad esempio se si sospetta di un fattore e si vuole metterlo alla prova per vedere se scatena l'irritazione cutanea. Considerando però che, realisticamente, è molto difficile riuscire a capire che cosa scateni la reazione, quali consigli dare ai genitori di un bimbo con dermatite atopica? Secondo gli esperti è importante evitare (o almeno cercare di ridurre al minimo) il contatto con i cosiddetti «trigger», ovvero i fattori scatenanti: detergenti forti, profumi e prodotti per la pelle che contengano alcol, sudorazione eccessiva, cibi frequentemente allergizzanti come uova, latte, noci, pesce e molluschi.

L'ALIMENTAZIONE - Sull'alimentazione gli allergologi sono però molto chiari: «Non esiste una dieta "approvata" per la dermatite atopica - si legge nelle linee guida europee -. Le restrizioni dietetiche, soprattutto nei bimbi, sono raccomandabili se e solo se sia stata posta una diagnosi di allergia alimentare». In tutti gli altri casi togliere cibi potenzialmente pericolosi non metterebbe al riparo dalla dermatite e potrebbe esporre a carenze nutrizionali: il fai da te è quindi sconsigliabile, sempre meglio seguire il consiglio dello specialista. Che raccomanderà in prima linea i trattamenti topici per tenere la pelle idratata e morbida: gli atopici hanno la cute spesso secca, per cui un buon emolliente quotidiano è la terapia-base per tutti. Se il prurito e gli arrossamenti sono molto fastidiosi, si può ricorrere ai cortisonici (sempre su indicazione dell'allergologo) e in certi casi possono essere utili anche antibiotici locali, se si aggiungono infezioni cutanee. L'importante, sottolineano gli esperti, è rivolgersi a un medico che possa dare i suggerimenti più giusti per ogni singolo caso. Anche se spesso basta avere pazienza, perché con il passaggio nell'adolescenza e quindi nell'età adulta la maggioranza dei pazienti con dermatite risolve il suo problema: la prevalenza negli over 18 è dieci volte meno elevata, attorno all'1-3 per cento della popolazione.

Inserito da segreteria SIDeMaST