Dermatite atopica da moderata a grave non controllata: efficace biologico contro due citochine


10 ottobre 2016 - 17:19Rassegna stampa


«Solo 1 e Solo 2 sono i primi studi registrativi di ampia portata in cui una terapia sistemica sperimentale ha dimostrato di ridurre significativamente segni e sintomi della dermatite atopica e di migliorare alcuni indici della qualità di vita» afferma Eric Simpson, dermatologo presso l'Oregon Health & Science University e autore principale dell'articolo. In particolare, sottolinea «è importante la riduzione dell'intensità del prurito perché questo è il sintomo più gravoso per i pazienti e ha un forte impatto su altri aspetti della loro vita, come il sonno».

Tra i principali risultati dei due trial - della durata di 16 settimane e che hanno coinvolto complessivamente quasi 1.400 pazienti - da segnalare la scomparsa totale o quasi totale di lesioni nel 37% dei pazienti trattati con dupilumab 300mg una volta alla settimana nel Solo 1 e nel 36% nel Solo 2, misurato con scala Iga (Investigator's global assessment) rispetto al 10% e 8% con placebo e la riduzione di 4 o più punti dell'intensità quotidiana del prurito riportata dai pazienti secondo la scala Nrs (Pruritus numerical rating scale) nel 40% e 39% dei trattati con dupilumab rispetto al 12% e 10% con placebo.

«L'interesse di questi studi» afferma Annalisa Patrizi, direttore dell'Uo Dermatologia dell'Università di Bologna «è che nelle forme severe si doveva ricorrere a una terapia sistemica non breve ma protratta perché nelle fase di acuzie si può usare un cortisonico ma poi si ha un effetto rebound. Anche l'uso della ciclosporina non può andare oltre un anno. Di recente è stato sviluppato questo nuovo biologico che ha una risposta estremamente veloce, in 2 settimane scompaiono il prurito, l'arrossamento, la desquamazione e le lesioni cutanee».

Sono ora in corso estensioni per verificare la durability e la sicurezza long-term ma alcuni dati già disponibili a 2 anni sono promettenti. Di rilievo, inoltre, è che seppure la dermatite atopica sia una tipica malattia del bambino (colpiti nel 30% dei casi) - sviluppata nel 60% dei casi entro il 1° anno di vita e spesso avvio della cosiddetta marcia atopica con sviluppo successivo di asma e rinite - sono ormai di crescente interesse le forme dell'adulto (la cui prevalenza è del 3%), aggiunge Patrizi, «i quali possono avere sofferto dell'eczema fin dall'infanzia oppure avere avuto un'eclissi e poi una recidiva.Tali forme, comparse in Italia alla fine degli anni 70 e ora sempre più frequenti sono spesso localizzate alle mani, complicate da escoriazioni che si infettano, dando difficoltà lavorative».

L'esatta patogenesi non è chiara, peraltro: «Vi sono due gruppi di atopici: soggetti con IgE alte e positività ad allergie e altri casi senza eczema allergico in cui si pensa sia coinvolta una genetica fragilità della pelle (ridotta produzione di filagrina che mantiene salde le tight junctions) che permetterebbe l'ingresso di inalanti e alimenti allergizzanti». «Dupilumab» spiega Gianluca Pirozzi, immunologo clinico responsabile globale dello sviluppo clinico dell'anticorpo monoclonale «agisce bloccando in modo mirato l'interleuchina-4 (Il-4) e l'Il-13, citochine importanti perché coinvolte nel sistema immunitario adattativo per riconoscimento di antigeni di vario tipo, scatenando una reazione infiammatoria allergica o atopica. L'Il-4 e l'Il-13 (prodotte dai linfociti T helper 2) a loro volta inducono i linfociti B a produrre IgE le quali stimolano eosinofili e mastociti. Le due citochine sono direttamente coinvolte in tutte le patologie di tipo allergico o atopico». Sono infatti molteplici le indicazioni in studio per dupilumab, conferma Pirozzi: «è in corso uno studio di fase 3 sull'asma, uno sulla rinite cronica con poliposi nasale e un proof-of-concept sull'esofagite eosinofila».

In valutazione anche presso l'Ema, dupilumab ha ottenuto nel 2014 dall'Fda la designazione di breakthrough therapy per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave non controllata e di recente lo stesso ente ha accettato la revisione in via prioritaria del dossier che contiene i dati dei tre studi di fase 3 del programma clinico "Liberty Ad" il cui obiettivo era studiare il farmaco in monoterapia (Solo 1 e Solo 2) e in somministrazione concomitante con corticosteroidi topici (Chronos): la decisione è attesa per il 29 marzo.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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