Dalle terapie contro psoriasi e artrite reumatoide un aiuto contro il linfoma


06 novembre 2015 - 12:29Rassegna stampa


Quello anaplastico a grandi cellule è un tipo di linfoma non-Hodgkin raro e aggressivo. Uno studio sostenuto da Airc ha però scoperto due farmaci che inibiscono due geni responsabili della crescita tumorale

Alcuni farmaci già approvati per il trattamento della psoriasi e dell'artrite reumatoide dall'agenzia americana che si occupa di regolamentare i medicinali, l'Fda, potrebbero dare un contributo importante contro un tipo di linfoma raro e spesso letale. «I linfomi anaplastici a grandi cellule rappresentano un gruppo di linfomi non-Hodgkin rari e aggressivi - spiega Giorgio Inghirami, docente e ricercatore alla Cornell University di New York -. All'interno di questo gruppo ci sono alcune forme che non rispondono alla chemioterapia (circa un terzo del totale) e sono quelli negativi alla proteina ALK. In questi casi la prognosi è molto severa». Ora uno studio internazionale a cui ha partecipato Inghirami, approdato negli Stati Uniti dopo aver lasciato Torino, ma sostenuto nei suoi studi dall'Airc (l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che fino all'8 novembre promuove l'iniziativa «I Giorni della Ricerca»), ha sequenziato l'esoma, ovvero i geni che codificano le proteine nel genoma, delle cellule tumorali di 155 pazienti con questa neoplasia.

Lo studio

Attualmente, la cura prevista per questo tumore, come per altri linfomi, consiste in un insieme di radioterapia e chemioterapia: in questo modo si ottengono buoni risultati (con percentuali di successo che sfiorano l'80 per cento) nei pazienti cosiddetti ALK positivi. Ma nei malati ALK negativi questi trattamenti danno gli esiti sperati solo nel 30-50 per cento dei casi. Nella ricerca, i cui esiti sono stati pubblicati sulla rivista Cancer Cell, sono state individuate mutazioni in altri due geni (JAK1 e STAT3) responsabili della crescita tumorale. In una serie di test condotti in laboratorio su topi malati di linfoma anaplastico a grandi cellule ALK negativo, i ricercatori sono riusciti con farmaci mirati a inibire (ovvero a fermare l'attività) di questi due geni, offrendo una nuova strategia terapeutica a quanti hanno la sfortuna di sviluppare questa rara malattia. Un paio farmaci di inibitori di JAK1 e STAT3 sono stati già approvati dall'Fda per altre malattie e altre molecole simili sono attualmente in fase di sperimentazione. «Certo servono conferme su pazienti - dice Inghirami - e tutto il tempo necessario, ma questi esiti lasciano sperare di aver individuato un modo per terapie mirate ai pazienti che sviluppano questa particolare forma di linfoma anaplastico a grandi cellule »

Airc, «I Giorni della Ricerca»

Negli ultimi cinquant'anni la ricerca oncologica ha raggiunto straordinari traguardi, contribuendo a rendere il cancro sempre più curabile: in Italia il tasso di mortalità è diminuito del 18 per cento circa per gli uomini e del 10 per cento circa per le donne nel giro di soli due decenni. Una persona su quattro può considerarsi guarita perché, dopo un certo numero di anni dalla diagnosi torna ad avere la stessa aspettativa di vita di chi non ha mai avuto una neoplasia. Oggi circa tre milioni di italiani convivono con una precedente esperienza di tumore. Fino all' 8 novembre, l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro - che celebra il mezzo secolo di attività - promuove «I Giorni della Ricerca», un ricco programma di appuntamenti (l'elenco su: www.airc.it ) per informare l'opinione pubblica sui risultati ottenuti nei laboratori e raccogliere fondi per i giovani ricercatori italiani di talento. «Sono 5mila i ricercatori oncologici che lavorano ai progetti Airc: sono loro la vera forza nella lotta contro i tumori, e grazie a loro stiamo rendendo il cancro sempre più curabile» ha affermato il presidente dell'Airc, Giuseppe Torrani, intervenuto nei giorni scorsi al Quirinale in occasione delle celebrazioni della Giornata nazionale.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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