Creme solari, le regole per applicarle e gli errori da evitare


28 giugno 2016 - 08:40Rassegna stampa


Spesso pensiamo di essere protetti dal sole ma difficilmente arriviamo alla dose indicata. I prodotti vanno applicati ovunque e anche quando è nuvoloso. Per non vanificare gli sforzi per abbronzarsi la doccia non va fatta troppo calda

Usarli male è peggio che non usarli. I solari sono alleati preziosi per stare al sole, ma vanno applicati nel modo giusto, ricordando che non sono il lasciapassare per stare ore a rosolarsi: il rischio di sentirsi erroneamente al sicuro, e quindi esagerare, è concreto. Il problema è che pochi usano le protezioni come si dovrebbe, a partire dalla quantità: il potere filtrante dei solari viene calcolato in laboratorio considerando l'applicazione di due milligrammi di crema per centimetro quadrato di pelle, una quantità enorme. «Sono circa 40 grammi per tutto il corpo, da spalmarsi ogni due ore circa - calcola Piergiacomo Calzavara Pinton, direttore dell'Unità di Dermatologia degli Spedali Civili di Brescia -. Significa che un flacone basterebbe per una sola giornata, ma le cose non vanno certo così: alla fine il reale fattore di protezione che abbiamo sulla pelle sarà pari a circa 4 o 5, anche se usiamo un prodotto altamente schermante in etichetta. Per di più la quantità di solare che ci mettiamo addosso è inversamente proporzionale al costo e alla grandezza della confezione: più il tubo di prodotto è piccolo e costoso, meno ne usiamo. Inoltre i calcoli si riferiscono alle creme, quindi con latti o spray, che sono più fluidi e leggeri è ancora più improbabile arrivare alla "dose" indicata». Risultato, pensiamo spesso di essere più protetti di quanto siamo e ciò può indurci a stare troppo al sole.

L'applicazione

E non è l'unico errore, come spiega Norma Cameli, coordinatrice del gruppo di studio di dermoestetica della Società Italiana di Dermatologia (Sidemast): «Il solare va applicato ovunque, anche su piedi, orecchie, collo e mani. Il filtro va usato pure quando il tempo è nuvoloso, perché i raggi passano anche se non abbiamo la sensazione di calore sulla pelle; guai a non riapplicarlo dopo il bagno, visto che nessun prodotto è davvero resistente all'acqua al 100 per cento. Attenti poi alla conservazione: i solari di buona qualità sono stabili alla luce e al caldo, ma è meglio tenerli in borsa all'ombra quando si è in spiaggia. I prodotti dello scorso anno vanno buttati, se sono stati aperti e un po' "maltrattati" nell'uso precedente».

Reidratare dopo l'esposizione al sole

«L'ideale poi sarebbe spalmare il prodotto un po' prima di esporsi al sole, ma l'effetto finale non cambia molto soprattutto se ci si veste subito: è importante infatti lasciar assorbire bene il solare prima di indossare il copricostume - aggiunge Calzavara Pinton -. Dopo la giornata di sole occorre reidratare la pelle e si possono usare semplici creme idratanti o specifici doposole, che contengono in genere sostanze antinfiammatorie naturali; l'importante è assicurarsi che non ci siano composti allergizzanti e non usare pomate antinfiammatorie o antistaminiche per togliere i rossori, perché sono fotosensibilizzanti e peggiorerebbero le cose».

La doccia mai troppo calda

«I doposole a base di aloe, camomilla, estratti di liquirizia o simili sono calmanti, rinfrescanti, antirossore e antimacchie e possono essere una buona scelta - osserva Cameli -. Attenzione al momento della doccia: no all'acqua troppo calda, che toglie lo strato corneo superficiale vanificando gli sforzi per abbronzarsi, e a detergenti schiumogeni con molti tensioattivi, che alterano la barriera idrolipidica cutanea. Se ci si è scottati, niente sole finché il rossore non è passato idratando bene la pelle; in caso di mini-ustioni si possono aggiungere creme a base di cortisone».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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