Convivere con la psoriasi


01 aprile 2010 - 07:57Rassegna stampa


Una ricerca epidemiologica condotta dal prof. Sergio Chimenti, direttore della Clinica dermatologica dell'Università di Roma, Tor Vergata, ha mostrato come la psoriasi dell'unghia sia soprattutto invalidante. Su un campione di 249 pazienti, il 52% ha dichiarato di provare dolore alle dita sempre e spesso, il 23% di avere difficoltà a «girare la chiave nella porta», il 44% di non riuscire a indossare calze e scarpe, il 39% di non poter svolgere i lavori domestici e il 54% di essere sempre o spesso irritabile a causa della malattia. Per chi è affetto da questa malattia le più piccole azioni quotidiane sono talvolta difficili. Ma scopriamo insieme al dottor Chimenti come si può convivere con questa malattia (oggi un nuovo smalto a base urea è in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da psoriasi ungueale).

Prof. Chimenti come si manifesta la psoriasi?

Con chiazze arrossate e biancastre frequentemente a livello dei gomiti e delle ginocchia. Spesso si manifesta con desquamazione bianca-argentea del cuoio capelluto. In alcuni casi può estendersi in tutto il corpo oppure localizzarsi in sedi specifiche come la pianta dei piedi o il palmo delle mani. In altri casi si può localizzare solamente ai genitali.

Ci sono parti del corpo più colpite di altre?

Sicuramente il cuoio capelluto, i gomiti, le ginocchia così come la regione sacrale o interglutea rappresentano le sedi in cui la psoriasi si manifesta maggiormente.

Psoriasi significa «condizione pruriginosa», ma il prurito è il sintomo più comune nella diagnosi della psoriasi?

In passato la psoriasi veniva definita come una malattia della pelle non pruriginosa. Negli ultimi anni, invece, gli studi clinici e demografici sulla popolazione affetta da psoriasi hanno evidenziato che il prurito è presente in oltre il 70% dei casi. Il prurito è dovuto alla desquamazione, ovvero all'eccessiva secchezza della pelle, al quale segue la necessità di grattarsi. Al prurito può associarsi il bruciore che spesso diventa successivo al grattamento oppure alla presenza di lesioni particolarmente eritematose o infiammate.

Come si cura?

La cura si differenzia in base alla gravità della malattia. Nelle forme in cui la psoriasi si localizza solamente in alcune sedi come i gomiti o il cuoio capelluto si utilizzano terapie topiche, quindi creme o unguenti. Nelle forme in cui è coinvolto oltre il 10% della pelle si utilizzano dei farmaci sistemici che si somministrano per via orale oppure con iniezioni. Negli ultimi anni sicuramente la scoperta e l'introduzione, in campo dermatologico, delle cosiddette terapie biologiche, hanno rivoluzionato e cambiato in modo estremamente positivo l’approccio terapeutico dei pazienti affetti da psoriasi.

Si può guarire definitivamente dalla psoriasi?

La guarigione è estremamente rara perché si tratta di una malattia cronica della pelle. Tuttavia, oggi, sono disponibili numerosissimi farmaci in grado di tenere sotto controllo la malattia.

Idratare in maniera regolare la pelle può servire nella cura della psoriasi?

L'idratazione è importantissima perché nella psoriasi la pelle è estremamente secca. L'idratazione deve sempre accompagnare il trattamento della psoriasi, sia quest'ultimo sistemico e locale, e deve essere praticata almeno una volta al giorno. La pelle può essere idratata con creme, emulsioni o unguenti, ma anche utilizzando acque termali o recandosi direttamente presso strutture termali.

Quali sono le ripercussioni che ha sulla vita quotidiana?

La psoriasi influenza in modo significativo la vita dei pazienti. Molto spesso viene vista dagli «altri» come una malattia contagiosa. Spesso le persone affette da psoriasi subiscono discriminazioni in luoghi pubblici come le piscine, e le palestre o nei negozi quando gli abiti che vengono provati vengono ricoperti da squame bianche. Questo atteggiamento porta le persone a nascondersi, a nascondere la propria malattia e di conseguenza a cambiare abitudini e comportamenti. Quando sono coinvolte le mani o il viso qualsiasi attività giornaliera viene influenzata dalla psoriasi e sottoposta al giudizio delle persone che non conoscono questa malattia.

La bella stagione sta per arrivare. Chi è affetto da psoriasi deve rinunciare ad esporsi al sole?

No, al contrario, i raggi ultravioletti e quindi il sole aiutano la psoriasi nella maggior parte dei casi. La fototerapia rappresenta infatti una delle terapie nella psoriasi. Solamente nelle forme particolarmente estese ed arrossate l'esposizione solare può aumentare il fastidio perché aumenta l'infiammazione.

Salsedine e cloro possono peggiorare la situazione?

Vale lo stesso discorso dei raggi ultravioletti. Nella maggior parte dei casi non peggiorano la malattia. Tuttavia se sono presenti chiazze molto arrossate o spaccature (come accade frequentemente a livello della pianta dei piedi o del palmo delle mani), o lesioni da grattamento la salsedine e il cloro possono aumentare la sensazione di bruciore e l'irritazione. In linea di massima la salsedine è associata al mare e il cloro ad attività sportiva o a distrazione dalla vita quotidiana. Il rilassamento e la distrazione dovrebbero riducendo il livello di stress e di preoccupazione dovrebbero migliorare anche la psoriasi.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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