Contro la psoriasi fate il pieno di vitamina D


17 maggio 2015 - 12:26Rassegna stampa


I vari trattamenti già disponibili sembrano sempre più efficaci per le forme lievi e moderate. 8 italiani su 10 ne sono carenti e mettono a rischio la salute delle ossa

Largo alla vitamina D. Dopo aver studiato attentamente tutto quanto pubblicato nei maggiori database scientifici sul ruolo della vitamina D nella cura della psoriasi, gli autori di un'indagine riportata sull'International Journal of Dermatology non hanno dubbi: le varie terapie disponibili che hanno come base la preziosa alleata della salute sono destinate ad avere un'importanza e una diffusione crescente tra i pazienti, perché assai efficaci e praticamente prive di effetti collaterali. Ma secondo dati recenti 8 italiani su 10, indipendentemente dalle malattie delle pelle, sono carenti di questa importante vitamina, fondamentale anche per la forza delle nostre ossa.

Quella pelle che «si sfoglia» più velocemente del normale

Ad oggi non esiste una cura risolutiva per la psoriasi, una malattia della pelle caratterizzata da chiazze rossastre, rotondeggianti, eritematose, sulle quali si formano delle squame di colore argenteo, dovute a un ricambio cellulare a livello dell'epidermide che nel paziente psoriasico è 5-10 volte superiore rispetto al turn over normale (in pratica la pelle si secca e «si sfoglia» più velocemente del solito). Le lesioni compaiono soprattutto su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, regione lombo-sacrale, mani e piedi. Spesso non danno alcun fastidio, ma possono causare dolore o prurito, ed è importante ricorrere al dermatologo che può prescrivere (a seconda del caso) una delle molte cure esistenti.

Lo studio

I ricercatori americani guidati da Jennifer Soung, dermatologa dell'Irvine School of Medicine dell'Università della California, hanno cercato e analizzato nei tre maggiori danatabase scientifici (Cochrane Library, Medline e Pubmed) tutto ciò che è stato scritto in letteratura sul rapporto tra vitamina D e patologia psoriasica, facendo una particolare attenzione alle molte sperimentazioni condotte con i prodotti oggi disponibili: gel, unguenti, lozioni e compresse. Ne è emerso che l'efficacia di questi trattamenti se usati da soli è spesso paragonabile a quella dei cortisonici, ma pressoché senza conseguenze indesiderate di questi ultimi (che non a caso sono generalmente indicati per periodi brevi nella fase di attacco della malattia, su aree limitate, preferibilmente solo negli adulti). E risultati persino migliori possono essere ottenuti se si abbinano, nelle forme più importanti di psoriasi, i derivati della vitamina D ai cortisonici.

Risparmiare il cortisone e i suoi effetti collaterali

«Nei casi di psoriasi lieve-moderata la terapia locale, a base di derivati della vitamina D ha da anni un ruolo valido e oggi sembra essere sempre più efficace, tanto che spesso ci consente di risparmiare ai pazienti il cortisone - commenta Vincenzo Bettoli, vice presidente dell' Associazione Dermatologi ospedalieri italiani (Adoi) e medico dirigente della Dermatologia all'Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara -. Questi trattamenti funzionano perché la vitamia D rallenta proprio quella proliferazione delle cellule che è fra le cause principali della malattia. In particolare, ci sono formulazioni di questi principi attivi in gel e lozioni che sono molto facili da applicare e non ungono né la pelle né le zone con peli (come ad esempio il cuoio capelluto). La cosa migliore è utilizzarli in assenza delle squame che si formano sulle lesioni di psoriasi perché così riescono ad essere assorbiti in modo più profondo».

Rifornimento di vitamina D tramite sole e pesce

Secondo quanto riportato durante l'ultimo congresso della Società italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro in Italia l'80 per cento della popolazione è carente di vitamina D: l'insufficienza interessa circa la metà dei giovani italiani nei mesi invernali. La condizione carenziale aumenta con l'avanzare dell'età sino ad interessare la quasi totalità della popolazione anziana italiana, che va così incontro a rischi maggiori di fratture ossee e osteoporosi. Come farne rifornimento? Poiché è complicata da assumere servirebbero preparati concentrati ad hoc, ma in parte l'organismo può farne scorta tramite l'esposizione ai raggi solari o attraverso la dieta, ma pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di vitamina D. Un cibo particolarmente ricco è l'olio di fegato di merluzzo, a cui seguono i pesci grassi (come salmoni e aringhe), il latte e i suoi derivati, le uova, il fegato e le verdure verdi.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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