Contro il melanoma l'invito a diventare controllore della pelle


20 marzo 2015 - 08:45Rassegna stampa


Lo screening periodico dei nei è fondamentale per diagnosticare precocemente questo tumore e poter guarire. Ecco il metodo ABCDE da usare da soli o in famiglia

Innamorati della tintarella, abbastanza attenti nell'esporsi al sole, più bravi della media nel controllo periodico dei nei e nell'andare dal dermatologo se qualcosa li insospettisce. Gli italiani escono promossi da un recente sondaggio sulla salute della pelle, ma sono ancora troppo pochi i connazionali informati sui rischi a cui vanno incontro quando si scottano. Diverse indagini scientifiche hanno infatti dimostrato che le ustioni provocate dalla scorretta esposizione ai raggi ultravioletti possono danneggiare il nostro Dna e, sul lungo periodo, portare a modificazioni delle cellule che inducono lo sviluppo di un tumore.

Solo metà degli italiani conosce il rischio di cancro legato alle scottature

Del legame tra le bruciature in giovane età e l'ammalarsi di cancro negli anni successivi appare consapevole solo la metà degli italiani, mentre la «relazione pericolosa» è cosa nota per il 75 per cento degli abitanti in altri Paesi. A fare i conti sull'informazione delle persone in materia di corretta esposizione solare e prevenzione del cancro alla pelle è un sondaggio realizzato, da Ipsos per La Roche-Posay, in 23 paesi del mondo, intervistando nei mesi scorsi circa 20mila individui tra i 15 e i 65 anni. L'indagine è stata realizzata in occasione del lancio di una nuova campagna realizzata da La Roche-Posay, Diventa Skin Checker (ovvero un controllore della pelle), che affronta il tema della prevenzione del tumore cutaneo incoraggiando tutti ad assumere un ruolo attivo nel processo di autovalutazione dei melanomi, controllando se stessi e i propri cari con più attenzione e ricordando loro l'importanza dello screening periodico dal dermatologo.

Abbrozatura mon amour: pelle scura sexy per 8 connazionali su 10

Stando all'ultimo sondaggio Ipsos noi italiani siamo attenti più della media al controllo dei nei da parte di un dermatologo: il 20 per cento dei connazionali si sottopone a uno screening dei nei almeno una volta l'anno, un dato ancora basso, ma superiore alla media internazionale che è dell'11 per cento. Inoltre il 43 per cento controlla con un auto-esame i propri nei almeno una volta l'anno (verso il 33). I cittadini del Bel Paese si sono poi dimostrati attenti durante l'esposizione al sole, dal momento che il 91 per cento si protegge, almeno a volte, contro un dato medio degli altri paesi dell'86 per cento. La crema solare è lo strumento più utilizzato: la applica regolarmente sul corpo il 75 per cento degli intervistati (contro una media del 59) e sul volto il 69 (contro il 57). Utilizziamo invece con poca frequenza gli accessori (occhiali da sole, cappello, ecc.), importanti per proteggere pelle e occhi. Certo è che non rinunceremmo mai alla pelle abbronzata, giudicata sexy dall'81 per cento degli interpellati (contro il 72 di media). Abbiamo però un livello minore di conoscenza dei potenziali rischi legati ad una scorretta esposizione al sole: l'82 per cento degli intervistati pensa che la possibilità di sviluppare un melanoma sia dovuta a una scarsa o assente protezione durante l'esposizione (il dato medio è pari all'88%), mentre il 78 per cento collega tale rischio all'utilizzo dei lettini solari (media 81%) e solo il 51 per cento degli italiani pensa che ci sia un legame tra lo sviluppo di tumori della pelle e le scottature durante l'infanzia o l'adolescenza, mentre la media degli altri Paesi sale al 75 per cento.

11mila nuovi casi di melanoma all'anno in Italia

«Il melanoma è il tipo più grave di cancro della pelle, ma se riconosciuto e trattato precocemente, è quasi sempre curabile - spiega Giuseppe Argenziano, Presidente della Società Internazionale di Dermatologia - È ancora più importante, quindi, controllare regolarmente se appaiono nuovi nei, oppure nei preesistenti mutano. La lotta contro il cancro della pelle inizia a casa e maggiore sarà il numero delle persone che farà attenzione alla propria pelle e a quella dei propri cari, più frequente sarà la consultazione di un dermatologo, più saremo in grado di fare la differenza nella fase iniziale». Stando ai dati dell'Associazione italiana registri tumori (Airtum) sono quasi 11mila i nuovi casi di melanoma registrati in Italia nel 2014 e l'incidenza di questa malattia è da anni in costante ascesa sia negli uomini che nelle donne. E se circa 81mia connazionali convivono con una pregressa diagnosi di melanoma cutaneo è anche perché fortunatamente la sopravvivenza è in costante miglioramento: specie se la diagnosi è precoce, le possibilità di guarigione completa superano l'80 per cento.

Chi è più a rischio di cancro della pelle

«Oggi sappiamo che determinati fattori fanno lievitare le probabilità di sviluppare questo tumore - dice Mario Santinami, responsabile Struttura Melanomi e sarcomi all'Istituto nazionale tumori di Milano -, come: appartenere al fototipo cutaneo chiaro (occhi, pelle e capelli chiari); avere numerosi nei congeniti o acquisiti di grandi dimensioni; avere una storia familiare di melanoma; essersi scottati ripetutamente, specie se in età infantile e adolescenziale. C'è poi il capitolo lampade abbronzanti: diversi studi evidenziano un significativo aumento del rischio di melanoma nelle persone che fanno uso di queste apparecchiature ed il pericolo è maggiore se l'esposizione avviene in giovane età. L'alterazione dello strato di ozono atmosferico, infine, ha aumentato le irradiazioni ultraviolette e il cui effetto negativo per la pelle è "potenziato" dai gas dannosi rilasciati in atmosfera».

Il metodo ABCDE: ecco cos'è

Inoltre, per quanto riguarda i nei, è fondamentale che le persone imparino l'abitudine di autocontrollarsi la pelle alla ricerca di eventuali cambiamenti che devono insospettire e far prenotare una visita dal dermatologo ogni qual volta si noti qualcosa di strano: «Il metodo più semplice è quello noto, in tutto il mondo, come ABCDE - aggiunge l'esperto -, uno schema in cinque punti molto semplice: A sta per asimmetria, B per bordi, C per colore, D per diametro ed E per evoluzione. Se un neo cambia in uno di questi aspetti è meglio non temporeggiare e andare dallo specialista. Tenendo anche presente che maggiore è il numero di nei presenti sul corpo di una persona, maggiore è la possibilità che sviluppi un tumore cutaneo. E' quindi essenziale monitorare la comparsa di nuovi nei e i cambiamenti che dovessero caratterizzare nei già esistenti». Proprio all'autoesame della pelle punta il progetto Diventa Skin Checker: sul sito www.larocheposay.it/skinchecker dal 28 aprile 2015 ogni utente potrà svolgere un breve percorso educativo interattivo, strutturato in 4 tappe che punta a educare il grande pubblico sul ruolo attivo che ognuno può assumere nella diagnosi del tumore della pelle.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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