Choosing wisely, in dermatologia le pratiche erronee da 5 salgono a 10


18 marzo 2016 - 17:02Rassegna stampa


Dieci e non più cinque. Sono le raccomandazioni presenti nell'attuale lista che l'American academy of dermatology ha stilato nell'ambito di "Choosing wisely", iniziativa volta a elencare le principali pratiche in ogni specialità da non effettuare in quanto di utilità non provata, costose e a volte dannose.

Questa società scientifica statunitense, come altre, ha infatti ritenuto opportuno aggiungere all'iniziale "Top 5 list" un documento con "Five more things physicians and patients should question". Dall'unificazione alla precedente è così sorta un'unica "Top 10 list".

Di seguito, i nuovi "warning"

6) Non usare corticosteroidi sistemici (per os o via iniettiva) come trattamento a lungo termine per la dermatite. Le possibili complicanze, infatti, superano i potenziali benefici. Anche se un impiego di steroidi sistemici a breve termine a volte è appropriato per offrire sollievo a sintomi severi, il trattamento a lungo termine potrebbe causare gravi effetti avversi a breve e a lungo termine sia nei bambini sia negli adulti.

7) Non utilizzare prick test cutanei o esami del sangue come il test RAST di radioallergoassorbimento per la valutazione routinaria dell'eczema. Queste indagini possono aiutare a identificare le cause di reazioni allergiche, come orticaria o starnutamento dopo esposizione a polvere o polline, ma non sono utili per la diagnosi di dermatite o eczema.

8) Non usare di routine test microbiologici per la valutazione e la gestione dell'acne. I batteri sono solo uno dei numerosi fattori che contribuiscono al processo infiammatorio. I test microbiologici, usati per determinare il tipo di batteri presenti in una lesione acneica, è di solito inutile in quanto non influisce sulla gestione dei tipici pazienti tipici affetti da questa malattia cutanea. Un test microbiologico deve essere considerato solo quando l'acne non ha risposto ai trattamenti convenzionali, in particolare nei pazienti che sono stati già trattati con antibiotici per via orale.

9) Non ricorrere d'abitudine agli antibiotici per trattare gonfiori e arrossamenti bilaterali della parte inferiore della gamba finché non vi sia una chiara evidenza di infezione. Dalla ricerca è emerso che, in base a questi segni, una cellulite bilaterale alle parti inferiori delle gambe è molto rara. Per garantire un adeguato trattamento, si devono prendere in considerazione diagnosi diverse è più probabili, come per esempio una dermatite risultante dal gonfiore delle gambe, vene varicose o allergie da contatto. Un'errata diagnosi di cellulite bilaterale può portare a un uso eccessivo di antibiotici e sottoporre i pazienti a ricoveri ospedalieri potenzialmente non necessari.

10) Non prescrivere di routine antibiotici per cisti epidermiche (Ec) infiammate. La grande maggioranza delle Ec gonfie e arrossate sono infiammate ma non infette ed è importante confermare l'infezione prima di trattare queste neoformazioni con antibiotici. I trattamenti appropriati per Ec infiammate includono l'incisione e il drenaggio o un'iniezione di corticosteroidi direttamente nella cisti.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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