Cheratosi attinica, presto in Italia la fotodinamica in day light


11 luglio 2015 - 07:40Rassegna stampa


La cheratosi attinica si curerà con i raggi del sole. È la novità terapeutica emersa nel corso del 23°congresso mondiale di Dermatologia di Vancouver, in Canada, dove si è parlato di questa malattia legata all'esposizione solare e inclusa recentemente dal Ministero della Salute tra i tumori della pelle. Nel 60% dei casi il carcinoma cutaneo a cellule squamose si forma a partire proprio da una cheratosi attinica.

Dal momento che non è possibile prevedere se e quale cheratosi attinica evolverà in carcinoma invasivo è importante affrontare il problema in maniera tempestiva. Tra le possibili terapie quella fotodinamica, con una percentuale di risposta positiva del 70-90%, si conferma uno dei trattamenti più efficaci. E tra pochi mesi sbarcherà anche in Italia la fotodinamica in day-light (D-PDT, daylight photodynamic therapy), cioè la terapia fotodinamica, sempre in associazione al metil-aminolevulinato, attraverso i raggi del sole, sviluppata dall'azienda Galderma.

«La terapia fotodinamica in day-light ha dimostrato una risposta analoga alla terapia fotodinamica convenzionale, tra l'89,2% e il 92% dei casi, ed è stata associata ad una riduzione significativa dell'intensità degli eventi avversi rispetto alla terapia tradizionale», conferma Ketty Peris, Direttore dell'Istituto di dermatologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico Gemelli di Roma. «Recenti studi dimostrano che la terapia fotodinamica in day-light ha efficacia paragonabile alla terapia tradizionale a prescindere dalla condizioni climatiche e dalle latitudini a cui viene praticata. Può essere infatti effettuata sia in condizioni di tempo soleggiato che nuvoloso, ma non quando piove».

Intanto, dicono gli esperti, è importante prevenire il rischio di sviluppare la malattia. «Una recente analisi di oltre 8.578 cartelle cliniche ambulatoriali sui fattori di rischio e sull'approccio terapeutico a questa patologia ha confermato il ruolo dell'esposizione solare nell'insorgenza delle cheratosi attiniche», afferma Maria Concetta Fargnoli, Direttore della Clinica dermatologica dell'Università dell'Aquila. «È stata inoltre osservata una correlazione significativa tra l'insorgenza della patologia e la fotoprotezione: il 39% dei pazienti che non hanno mai fatto uso di schermi solari ha sviluppato cheratosi attiniche rispetto al 18% di coloro che ne hanno invece fatto un uso costante».

Particolare attenzione prima di esporsi al sole per i soggetti con il sistema immunitario compromesso, gli anziani, i soggetti con familiarità o che già presentano cheratosi attiniche o altri tipi di tumori cutanei non-melanoma. Ma non solo: anche persone che trascorrono molto tempo all'aria aperta per motivi professionali o per motivi ludici. Per tutti questi soggetti a rischio il consiglio è di usare fotoprotettori specifici e non dei comuni cosmetici per proteggere la pelle dall'esposizione solare. «Oggi è disponibile un fotoprotettore specifico, Actinica, un dispositivo medico che ha elevate performance protettive e che ha dimostrato di poter prevenire l'insorgenza della cheratosi attinica», spiega Giuseppe Argenziano, professore di Clinica dermatologica presso la Seconda Università di Napoli.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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