Casi di melanoma triplicati, allarme negli Stati Uniti


21 agosto 2014 - 07:25Rassegna stampa


Novemila morti l'anno e scarsa consapevolezza dei fattori di rischio. Le autorità promuovono campagne di sensibilizzazione e aumentano le zone d'ombra nei parchi

L'abitudine di prendere il sole senza protezione e l'abuso di lettini solari hanno portato, dal 1973 ad oggi, a un aumento del 200% dei casi di melanoma negli Stati Uniti. L'allarme arriva da uno studio del Dipartimento della Salute Pubblica. Negli ultimi trent'anni le persone che hanno sviluppato un tumore della pelle hanno superato quelle che si sono ammalate di cancro al seno, alla prostata o al colon. I pazienti attualmente in cura per una neoplasia cutanea (carcinomi e linfomi cutanei inclusi) sono circa 5milioni e ogni anno vengono diagnosticati 63mila nuovi casi di melanoma, il tumore della pelle più aggressivo. Il numero di morti arriva ormai a sfiorare i 9mila. La preoccupazione è soprattutto per i giovani: nella fascia d'età tra i 15 e i 29 anni il melanoma è la causa più frequente di morte oncologica. Una strage che potrebbe essere in gran parte evitata riducendo i comportamenti a rischio, visto nel 90% dei la malattia è una diretta conseguenza dell'esposizione alle radiazioni solari e ai raggi ultravioletti di docce e lettini abbronzanti.

Il piano di prevenzione

Il Governo federale ha così deciso di avviare un massiccio piano di prevenzione, raccomandando alle istituzioni locali di aumentare le zone d'ombra nei parchi pubblici. Le scuole dovranno insegnare ai bambini a proteggersi con creme solari, occhiali e cappelli e sono invitate a programmare le attività all'aperto nelle ore meno assolate della giornata. La Melanoma Research Foundation punta il dito in particolare contro i lettini abbronzanti, che aumenterebbero del 75% la possibilità di sviluppare un melanoma, soprattutto se utilizzati con regolarità prima dei 30 anni. Un'analisi del 2014 stima che negli Usa oltre 400mila casi di tumori della pelle (e in particolare 6mila melanomi) potrebbero essere evitati solo eliminando questo fattore di rischio. Il dottor Boris Lushniak, dermatologo del dipartimento della Salute Pubblica, ha proposto a campus e università di pianificare delle campagne di informazione, sulla falsa riga di quelle già attive contro il tabacco, per rendere consapevoli gli studenti dei pericoli dell'abbronzatura "indoor".

La situazione italiana

In Italia la situazione non è molto più confortante, anche se le cifre sono lontane da quelle degli Stati Uniti. Secondo i dati dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, i tumori cutanei sono i più diffusi in assoluto, al primo posto tra gli uomini e al secondo posto tra le donne dopo le neoplasie del seno. I melanomi rappresentano circa il 5% di tutti i tumori della pelle e colpiscono circa 6mila persone all'anno. Le raccomandazioni per la prevenzione sono le stesse: proteggersi dai raggi più dannosi, evitando le lampade abbronzanti e cercando di non esporsi al sole tra le 10 e le 16. All'aperto, utilizzare sempre un filtro solare adeguato e indossare occhiali scuri e cappello. È bene ricordarsi di controllare periodicamente l'aspetto della propria pelle, sia programmando visite dermatologiche che tramite l'autoanalisi. Nonostante l'aumento dei casi anche nel nostro Paese, la consapevolezza dei rischi e i check up più frequenti hanno portato negli ultimi anni a un netto aumento delle possibilità di sopravvivenza: secondo la banca dati dell'Associazione Italiana Registri Tumori la percentuale di pazienti vivi a cinque anni dalla diagnosi di melanoma arriva ormai all'80%. Nel caso di individuazione precoce è addirittura superiore al 90%.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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