Antistaminici: dal mal di testa alla tachicardia, quanto rischia il bambino impasticcato


19 maggio 2016 - 08:55Rassegna stampa


Uno studio scopre i pericoli dei bestseller. Colpa dell'abuso. Ecco perché non sempre servono

GLI ANTISTAMINICI di seconda generazione sono tra i farmaci più prescritti in età pediatrica: 6,7 milioni le confezioni vendute nel 2014 (dati Aifa) solo in ambito respiratorio. Anche perché vantano un buon profilo di sicurezza con effetti collaterali limitati a qualche mal di testa e sonnolenza. Eppure, denuncia oggi uno studio olandese pubblicato su Archives of Disease in Childhood, le reazioni avverse sarebbero più comuni di quanto creduto nei bambini, con casi anche gravi.

I dati. Spulciando tra i dati raccolti dal sistema di farmacoviglianza olandese dal 1991 al 2014, lo studio ha infatti mostrato casi di mal di testa, sonnolenza, iperattività, aggressione e rash cutanei, e rarissimi casi di tachicardia e convulsioni (quattro in tutto). Nulla che debba destare particolare preoccupazione, spiega Maria Carmen Verga, consigliere nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale per cui ha curato la Guida pratica sulle allergie, appena pubblicata. Tra gli eventi avversi preoccupanti, aggiunge: "ci sono quelli relativi al rischio di aritmie quando insieme sono somministrati altri medicinali che usano la stessa via metabolica a livello epatico». Come fanno per esempio alcuni antibiotici (i macrolidi) e antimicotici (la classe degli imidazolici). Proprio come il caso osservato dallo studio olandese, che riferisce di un bambino di 11 anni colpito da tachicardia in seguito alla somministrazione di un antibiotico e dell'antistaminico.

"Ma sono casi che i medici hanno imparato a gestire", continua Verga. Per esempio, somministrando antistaminici che utilizzino diverse vie metaboliche e abbiano così meno probabilità di causare aritmie, come la loratidina o la cetirizina, che viene metabolizzata a livello renale e non epatico. "Sappiamo poi che ci sono delle limitazioni sotto i due anni d'età, per esempio per la cetirizina, la levocetirizina, la loratadina e la desloratadina, perché non ci sono studi, quindi non abbiamo dati di efficacia e sicurezza in questa fascia d'età", aggiunge l'esperta. Per le convulsioni, continua Verga, il rischio è correlato con il sovradosaggio: "Che ha comportato qualche anno fa il ritiro dell'oxatomide pediatrico. Non sono segnalate convulsioni ai dosaggi raccomandati".

Gli effetti collaterali. D'altra parte, non esistono farmaci senza effetti collaterali; la comparsa di reazioni avverse aumenta all'aumentare dell'uso. E gli antistaminici, spiega Susanna Esposito, direttore dell'unità di Pediatria ad Alta Intensità del Policlinico di Milano sono usati spesso senza reale necessità: "Sono indicati nel trattamento della rinite allergica stagionale, nell'orticaria e nei casi di dermatite atopica con prurito intenso e come profilassi nell'asma allergica, ma in molti altri sono usati impropriamente. Non hanno senso nella prevenzione delle dermatite atopica, né tanto meno per le infezioni respiratorie o tosse. Laddove invece se ne abusi, come se fossero dei sintomatici, è possibile che si evidenzino eventi avversi senza alcun beneficio clinico".

Inserito da segreteria SIDeMaST

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