Acne, un problema non solo di pelle Come affrontarla in 12 mosse


24 ottobre 2015 - 12:04Rassegna stampa


L'acne colpisce quasi 9 adolescenti su 10 e anche parecchi adulti. Molti si affidano al fai da te, mentre il disturbo va preso sul serio e curato con l'aiuto di uno specialista. Inoltre, chi ne soffre può adottare alcuni accorgimenti (per esempio limitare gli zuccheri e non fumare) che aiutano a mantenere la situazione sotto controllo. Ecco cosa bisogna fare per affrontare il problema nel modo giusto.

Acne: che cos'è e chi colpisce

L'acne è una delle più comuni malattie della pelle: in Italia colpisce 4 milioni di adolescenti(quasi nove su dieci), ma anche parecchi adulti (uno su dieci) e, in alcuni casi, persino i bambini piccoli. È un disturbo che interessa i follicoli sebacei, cioè i follicoli piliferi dotati di grandi ghiandole sebacee, come quelli del volto e della parte alta del tronco (dove appunto si presenta l'acne). Si manifesta con lesioni non infiammatorie - come i comedoni chiusi (punti bianchi) e aperti (punti neri) - e lesioni infiammatorie, come papule e pustole. Nei casi più gravi, possono comparire anche cisti e noduli. «L'acne può avere origine genetica, ormonale, batterica o psicologica - spiega il professor Antonino Di Pietro, direttore scientifico dell'Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano -. La predisposizione familiare influisce pesantemente nella comparsa dei brufoli, ma anche l'alterazione ormonale (ciclo mestruale, gravidanza, adolescenza) ricopre un ruolo di primo piano nella sua comparsa. Lo stress e i disordini di natura psicologica possono essere una concausa, specie durante il periodo adolescenziale».

Non è solo un problema estetico

L'acne non è solo un problema estetico, ma una vera e propria malattia cutanea che va curata con la giusta terapia, rivolgendosi a un dermatologo. Si può presentare in forma comedonica, papulo-pustolosa o nodulare e a diversi livelli di gravità: lieve, moderata o severa. I fenomeni che caratterizzano l'acne sono quattro: alterazione del processo di cheratinizzazione (processo di formazione dello strato corneo dell'epidermide, che conferisce alla cute funzione difensiva contro gli agenti esterni), eccessiva produzione di sebo, colonizzazione del dotto pilosebaceo da parte di un batterio, il Propionibacterium acnes, infiammazione e conseguente risposta immunitaria. La gravità dell'acne è spesso direttamente proporzionale alla quantità di sebo prodotta in eccesso. Le lesioni acneiche possono dar luogo a cicatrici perenni a cui poi è molto difficile rimediare, per cui è essenziale evitare che si formino. «La gestione del paziente richiede un vero e proprio counseling, sia del paziente sia del genitore - spiega il professor Di Pietro -, ai quali è necessario spiegare la patologia e dedicare tempo per far comprendere come utilizzare i farmaci evitando di generare problemi di tollerabilità che posso portare il paziente ad abbandonare la terapia in quanto spesso il trattamento dell'acne richiede pazienza per arrivare a vederne i risultati».

Gli ormoni? Non sono una causa diretta

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, chi soffre di acne, salvo alcune eccezioni, non ha alterazioni ormonali rilevabili nel sangue. Sono i follicoli sebacei a essere più sensibili agli ormoni normalmente presenti nell'organismo. L'azione degli ormoni ha infatti una variabilità individuale e alcuni soggetti sarebbero più sensibili di altri. «Alterazioni ormonali importanti, tali da richiedere una correzione con un trattamento vero e proprio, sono rare e si riconoscono facilmente: se gli ormoni sono "sballati" si hanno irsutismo, obesità e nelle donne anomalie del ciclo mestruale, prima fra tutte la scomparsa delle mestruazioni» spiega il professor Giampiero Girolomoni, Direttore della Dermatologia dell'Università di Verona. È però vero che lo stress può peggiorare l'acne, dato che nell'organismo viene attivata la produzione di alcuni ormoni, che risvegliano i recettori presenti sulla superficie delle ghiandole sebacee e queste ultime producono più sebo. Ciò aumenta le possibilità di proliferazione batterica e infiammazione del follicolo. Anche l'eccesso di zuccheri nella dieta è implicato nell'acne, attraverso la produzione di insulin like growth factor, una sostanza appunto la cui sintesi può essere indotta da una dieta ricca di zuccheri che favorisce lo sviluppo di questo disturbo.

L'impatto psicologico

Oltre all'impatto estetico, questa malattia causa spesso problemi psicologici ed emotivi che non vanno trascurati. Secondo una recente indagine americana su duemila pazienti, pubblicata su BioPsychoSocial Med, le conseguenze psicologiche principali dell'acne sono: timidezza e mancanza di fiducia in se stessi (71%), difficoltà nelle relazioni sentimentali (43%), difficoltà nel farsi nuovi amici (24%), problemi a scuola (21%) e anche difficoltà a trovare un lavoro (7%). Secondo gli autori della ricerca, la riduzione della qualità della vita nelle persone affette da acne sarebbe in alcuni casi paragonabile a quella di pazienti affetti da malattie più gravi come il diabete, l'artrite, l'asma e l'epilessia. Nonostante tutto questo, secondo i dermatologi, il 70% di chi ha l'acne non si rivolge a uno specialista affidandosi al fai da te e al passaparola. Solo il 20% affronta il problema con un dermatologo, mentre il 10% consulta il medico di base o il pediatra.

Come si può curare

«L'acne è una patologia cronica che richiede un trattamento a lungo termine, non una cura sintomatica» dice Aurora Parodi, professore ordinario di Dermatologia, direttore della Clinica Dermatologica all'Ospedale San Martino di Genova. Le possibili cure per l'acne sono di tre tipi: i retinoidi (composti chimici derivati dalla vitamina A), gli antibiotici orali e il benzoile perossido (BPO). Nelle linee guida dell'American Academy of Dermatology pubblicate nel 2013 si legge che gli antibiotici per il trattamento dell'acne devono essere impiegati con cautela e solo nelle forme più severe della patologia. «L'antibiotico orale è presente nelle Linee Guida come prima scelta per il trattamento delle forme più severe di acne - spiega il professor Antonino Di Pietro -. Tuttavia va evitato l'utilizzo concomitante di antibiotici orali e topici, in particolar modo se chimicamente differenti, e l'utilizzo di antibiotici per terapie prolungate. Per il Propionibacterium acnes, batterio responsabile dell'insorgenza di alcuni tipi di acne, la resistenza ai due antibiotici maggiormente impiegati per la cura di questa malattia, quali eritromicina e clindamicina, resistenza crociata, interessa già moltissimi pazienti in Italia». Le linee guida dell'American Academy of Dermatology raccomandano, per molte forme di acne, l'associazione di retinoide topico (come l'adapalene) e benzoile perossido (BPO) come terapia di attacco e di mantenimento per il trattamento dell'acne. «Da una parte il benzoile perossido impedisce al Propionibacterium acnes di proliferare; dall'altra l'adapalene, retinoide sintetico di terza generazione, agisce grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e di riduzione delle lesioni» sintetizza la professoressa Parodi.

Che cosa deve fare chi soffre di acne

La pulizia accurata della pelle, usando detergenti delicati e poco aggressivi, è utile ma da sola non serve a curare l'acne. Bisogna poi evitare di detergere la pelle eccessivamente per non togliere lo strato lipidico naturale e quindi renderla secca e sensibile. È possibile applicare creme idratanti, ma è fondamentale il consiglio di un dermatologo. Alcune sostanze potrebbero peggiorare la situazione. Attenzione anche ai cosmetici: troppo trucco può peggiorare la situazione. L'ostruzione dei pori da parte di fondotinta o cipria inoltre limita la respirazione cellulare. Di creme e lozioni contro l'acne se ne trovano tanti, nelle farmacie e anche nei supermercati. Tuttavia molti prodotti non sono effettivamente stati testati in maniera scientificamente rigorosa, e il loro effetto terapeutico è minimo o nullo. Insistere con questi prodotti spesso è deludente, induce a pensare che non ci siano cure efficaci. Oltretutto si perde tempo e le lesioni progrediscono determinando la comparsa di cicatrici cutanee perenni. Nell'acne comedonica può essere utile lo scrub, che rimuove le cellule morte facendo aprire i pori, ma a patto che non sia troppo aggressivo e ruvido sulla pelle.

Un imperativo: lasciar stare i brufoli!

Incidere o spremere i brufoli può solo peggiorare le cose, l'acne va curata e il fai da te non è il modo giusto. Si rischia un aumento dell'infiammazione e, nel tempo, lo sviluppo di cicatrici. Queste ultime possono essere polimorfe, per la presenza contemporanea di lesioni diverse, piane, depresse o rilevate. Dal 2 al 7% delle persone con acne hanno cicatrici indelebili.

Fumo e smog sono tra i peggiori nemici

L'acne non infiammatoria è spesso legata al fumo di sigaretta, che impedisce una corretta eliminazione delle sostanze di scarto a livello cutaneo e queste ultime vanno ad ostruire i pori. Anche lo smog fa male anche alla pelle: in particolare l'ossido di zolfo e il monossido di carbonio riducono l'apporto di ossigeno e soffocano l'epidermide.

Tenere conto dello stress

Altro nemico della pelle: lo stress. I periodi di forte affaticamento fanno si che nell'organismo venga attivata la produzione di alcuni ormoni, che risvegliano alcuni recettori presenti sulla superficie delle ghiandole sebacee, che stimolate producono più sebo. Ciò aumenta le possibilità di proliferazione batterica e infiammazione del follicolo. È fondamentale avere una vita sana: in età adulta, spesso l'acne è la spia di uno stile di vita scorretto e dei troppi impegni quotidiani. Promossa a pieni voti l'attività sportiva: mettere in movimento il corpo aiuta a regolarizzare la produzione ormonale.

Limitare zucchero e latte scremato

È bene - come detto - evitare di mangiare molti zuccheri e cibi ad alto carico glicemico, mentre, almeno per l'acne, grassi, cioccolato e proteine sarebbero scagionati. Un cibo cui bisogna prestare particolare attenzione è il latte scremato o parzialmente scremato, perché in diversi studi è risultato associato all'acne moderata-grave. Nel latte si trovano infatti proteine come la alfa-lattoalbumina, con caratteristiche simili agli androgeni (ormoni che facilitano l'acne), e la somatomedina, che induce la produzione di sebo: quando al prodotto vengono tolti i grassi aumenta la quota relativa di proteine presenti, a parità di quantità, e questo rende il latte sgrassato più "pericoloso".

Sole sì, ma senza esagerare

No all'eccessiva esposizione solare: numerosi studi fanno ritenere che la luce solare sia in grado di aggravare l'acne. Inoltre il potenziale "acnegenico" di sostanze applicate sulla cute può essere aumentato dall'azione degli ultravioletti. Tuttavia alcune radiazioni solari hanno una attività antinfiammatoria e sono quindi benefiche per l'acne. Dunque, prendere il sole sì, ma con moderazione, e con la giusta protezione.

Per i maschi: occhio alla rasatura

I brufoli dopo la rasatura sono molto comuni e in più le aree interessate dalla barba sono solitamente quelle maggiormente interessate da acne. Bisognerebbe evitare di radere aree infette o infiammate; tuttavia, quando è necessario, è bene detergere accuratamente la pelle con prodotti appositi per l'acne.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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