Acne, un paziente su quattro non inizia neppure la cura


05 luglio 2015 - 14:40Rassegna stampa


L'aderenza alle terapie è scarsa, soprattutto se serve più di un farmaco: anche i costi delle medicine alla base dell'abbandono del trattamento

Il problema è lì, davanti agli occhi, tutti i giorni: una pelle con i brufoli, magari arrossata e irritata. Eppure tanti pazienti con acne non si curano bene, addirittura non iniziano neppure il trattamento consigliato dal dermatologo: stando a dati raccolti dal Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem in North Carolina, pubblicati su JAMA Dermatology, il 27 per cento di chi soffre di acne non acquista il farmaco prescritto dal dermatologo e non inizia neanche il trattamento.

Pochi si curano davvero

Lo studio è stato condotto su circa 150 pazienti con acne, scoprendo che se dal medico viene indicato un medicinale, solo il 9 per cento non inizia la cura, ma se la terapia prevede due farmaci il 40 per cento non li acquista, se i prodotti sono tre rinuncia al trattamento il 31 per cento dei pazienti. In media, uno su quattro abbandona il piano terapeutico prima ancora di iniziarlo. «Stiamo parlando della cosiddetta "non aderenza primaria", ovvero di soggetti che non seguono le indicazioni del dermatologo fin dall'inizio: non acquistano il medicinale indicato, non lo usano - spiega Steven Feldman, dermatologo del Wake Forest Baptist Medical Center e coordinatore dell'indagine -. La scarsa aderenza alle cure è un problema molto diffuso in medicina, soprattutto in caso di malattie croniche come l'acne: molti smettono di curarsi o lo fanno in maniera inadeguata e discontinua». Secondo i risultati dello studio, la probabilità di lasciare sullo scaffale della farmacia il medicinale consigliato dal dermatologo aumenta in caso di prodotti per uso topico anziché per bocca ed è maggiore anche se si tratta di un farmaco da banco, probabilmente perché quando viene indicata una medicina per cui serve la ricetta medica ci si sente più motivati ad assumerla.

I motivi dell'abbandono

I partecipanti hanno indicato fra i motivi dell'abbandono il costo elevato dei farmaci, l'aver dimenticato di acquistarli, avere in casa un prodotto simile usato in sostituzione a quello consigliato, non essere d'accordo col trattamento indicato e aver visto un miglioramento delle condizioni della pelle. Tutti elementi da analizzare a fondo per trovare soluzioni e aumentare la quota di chi segue alla lettera le indicazioni del dermatologo, come spiega Feldman: «L'aderenza primaria alle cure va migliorata: il primo passo può essere semplificarle, ad esempio utilizzando prodotti che contengano due diversi principi attivi anziché due medicinali distinti. Per trattare i molteplici aspetti dell'acne servono spesso più molecole: associarle in farmaci "combinati" può essere la strada giusta per aiutare i pazienti a seguire meglio le cure, mentre sistemi automatici che ricordino la terapia potrebbero essere di supporto per convincere e richiamare le persone a iniziarla (e magari proseguirla) nel modo indicato. La quota di soggetti che non aderisce fin da subito al trattamento è davvero elevata: quando una cura sembra non funzionare, quindi, è bene chiedersi se il paziente la stia davvero seguendo».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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