Acne? Forse è un eccesso di vitamina B12


28 giugno 2015 - 12:20Rassegna stampa


L'alterazione della flora causata da un eccesso della sostanza sarebbe una delle cause del disturbo. L'alimentazione ha influenza: limitare carne, latte, uova, pesce

Il disturbo affligge più del 30% degli adolescenti tra i 14 i 18 anni. Un vero e proprio inestetismo che nei casi più gravi può portare a notevoli ripercussioni sul piano psicologico. Stiamo parlando dell'acne, una malattia della pelle di origine infiammatoria. Pur essendo una patologia multifattoriale sempre più studi indicano il microrganismo Propionibacterium acnes come uno dei principali attori nella genesi del disturbo.

Ora, grazie ad uno studio ad opera dei ricercatori della University of California, si è capito che in realtà il microrganismo in questione è solo un tramite. Il vero problema sembrerebbe risiedere nella vitamina B12. Quando è in eccesso il batterio è stimolato a produrre molecole infiammatorie che portano all'insorgenza dell'acne. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista Science Translational Medicine.

Ecco come la vitamina influenza il comportamento dei batteri

Precedenti studi avevano indicato che la vitamina B12 gioca un ruolo importante nella comparsa dell'acne. Presente in molti alimenti il meccanismo con cui è in grado di accendere l'infiammazione è rimasto per molto tempo sconosciuto. Un mistero che gli scienziati statunitensi sono riusciti a decifrare analizzando il profilo di espressione dei geni di Propionibacterium acnes in individui con e senza acne. Dalle analisi è emerso infatti che eccessive dosi di vitamina assunte con la dieta inducono il microrganismo a secernere porfirina, una molecola infiammatoria capace di indurre il disturbo.

Anche l'alimentazione ha la sua influenza: i cibi da evitare

Alla luce di questi risultati -pur essendo ottenuti su un gruppo ristretto di partecipanti allo studio- secondo gli autori della ricerca un cambiamento nell'alimentazione potrebbe portare benefici nel trattamento dell'acne. L'idea -spiegano gli scienziati- è quella di evitare dosi in eccesso di vitamina B12 - presenti in carne, latte, uova, pesce e prodotti della pesca- soprattutto in quelle persone che tendono a sviluppare facilmente la malattia.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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