Psoriasi, è lo stress che la scatena?


06 febbraio 2017 - 19:33Rassegna stampa


Questa è una domanda che quasi invariabilmente i pazienti affetti da psoriasi fanno al loro primo ingresso in ambulatorio. Quale è la risposta corretta da dare? Sappiamo certamente che la psoriasi è una malattia fortemente determinata dalla genetica. Esistono infatti almeno 36 posizioni nel genoma che, quando alterate, predispongono allo sviluppo della malattia. Questi sono i geni di predisposizione e regolano la risposta immunitaria.

Tuttavia la pratica clinica ci dice che nella quasi totalità dei casi l'insorgenza della psoriasi è legata ad un episodio o un fattore «esterno» o ambientale.

I fattori scatenanti la malattia comprendono alcuni farmaci (sali di litio, beta-bloccanti), traumi fisici (tatuaggi, fratture, interventi chirurgici) e molto frequentemente lo stress, inteso come traumi psicologici (lutti, problemi lavorativi o familiari, eccetera).

Come fa lo stress a scatenare la psoriasi? Non è solo un effetto psicologico, esiste un profondo legame tra sistema nervoso centrale e pelle, dimostrato scientificamente. Lo studio più importante è stato effettuato su studenti universitari inglesi, che sono stati sottoposti a una piccola biopsia cutanea prima e subito dopo un esame universitario.

L'analisi delle biopsie effettuate dopo l'esame ha mostrato un rilascio massivo di fattori infiammatori (citochine) nella pelle da parte delle terminazioni nervose che innervano la pelle stessa. Non solo, le terminazioni nervose prendevano contatto diretto con un tipo particolare di cellule infiammatorie, le cellule dendritiche, che sono proprio quelle responsabili dell'attivazione dell'infiammazione psoriasica.

Queste osservazioni mostrano come eventi stressanti possano agire direttamente sul sistema immunitario cutaneo e quindi come se un soggetto è predisposto geneticamente alla psoriasi un evento stressante possa indurre la formazione della placca.

In aggiunta la presenza stesa della placche nel paziente psoriasico costituisce un fattore stressante alimentando un circolo vizioso che mantiene l'infiammazione cutanea e che può promuove la formazione di nuove placche. Tutto ciò ha un forte impatto sulla qualità della vita dei pazienti psoriasici che infatti sono soggetti a fenomeni di ansia e depressione.

Cosa fare? E' opportuno agire su più fronti, inizialmente proponendo al paziente terapie efficaci che portino alla scomparsa totale delle placche in modo da interrompere il circolo vizioso. Questo oggi è possibile anche grazie alla disponibilità di terapie biologiche mirate che inducono la «pulizia totale» della pelle in una altissima percentuale di pazienti. Se questo non dovesse bastare, si può agire sulla componente nervosa del circolo vizioso utilizzando prodotti naturali in grado di ridurre lo stato di stress del paziente.

In ogni caso è opportuno rivolgersi a centri dermatologici esperti nella terapia della psoriasi.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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