Psoriasi, come è cambiata la vita dei pazienti grazie ai farmaci biologici


27 Nov 2018 02:02 Rassegna stampa


Non è una malattia considerata grave, ma può compromettere seriamente la vita di chi ne soffre perché arrossamenti, desquamazione e prurito non sono facili da gestire. Specie se si tratta di un disturbo cronico. A soffrirne è circa il 3% della popolazione italiana con una leggera prevalenza nel sesso maschile, specie nelle forme più gravi. Ma mentre fino a qualche anno fa la psoriasi veniva accettata quasi passivamente, oggi i pazienti che ne sono affetti vogliono contrastarla o almeno tenerla a bada per stare bene e condurre una vita normale.

Cosa possibile grazie all’avvento dei nuovi farmaci biologici. “Fino a 10 anni fa si interveniva con trattamenti ‘tampone’ somministrando farmaci che venivano ripetuti nel tempo – spiega Francesco Cusano, presidente dell’Associazione Dermatologi-venereologi Ospedalieri Italiani e della sanità pubblica (Adoi). Per esempio, il paziente veniva ricoverato e faceva un trattamento con la ciclosporina che è stato un farmaco di riferimento per tanti anni ma per problemi di tossicità non si poteva usare per più di 4-5 mesi”.

Perciò, si alternava con la fototerapia. “L’avvento delle terapie biologiche ha cambiato l’ottica perché si possono usare potenzialmente per tutta la vita. Quindi, sono l’ideale per un trattamento cronico e non solo al bisogno”.

Insomma, oggi è possibile - nella maggior parte dei casi - controllare la malattia e non solo tamponarla per periodi brevi. Sono disponibili anche dei biologici che agiscono sulle citochine che appartengono al gruppo delle interleuchine. Oltre all’efficacia, il punto di forza di questi farmaci è l’alto profilo di tollerabilità, che consente terapie continuative.

Inserito da segreteria SIDeMaST

Approfondimenti

FonteRepubblica.it
Titolo originalePsoriasi, come è cambiata la vita dei pazienti grazie ai farmaci biologici
AutoriIrma D'Aria
Link fonteLink articolo originale
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