Psoriasi, aria condizionata e sbalzi di temperatura la peggiorano


16 maggio 2017 - 15:13Rassegna stampa


Sole e acqua di mare sono «amici» preziosi per gli oltre due milioni di italiani che soffrono di psoriasi, un binomio vincente che contribuisce notevolmente a far regredire le lesioni sulla pelle tipiche manifestazioni di questa patologia. Ma l'arrivo della bella stagione può essere anche un'arma a doppio taglio per cui è bene prestare attenzione a non scottarsi e evitare un'eccessiva secchezza della cute, che rischia di scatenare prurito, fenomeni infiammatori e recidive, con un peggioramento dei sintomi. Inoltre un sondaggio della National Psoriasis Foundation americana ha svelato che oltre il 40% dei pazienti soffre soprattutto in estate l'impatto psicologico della patologia, sentendosi costretta a nascondere le lesioni sotto abiti, pantaloni e maglie a maniche lunghe, anche in spiaggia.

Sole sì, ma con cautela

I benefici delle radiazioni ultraviolette e dell'acqua marina sulle chiazze psoriasiche sono ben noti. Inoltre un clima caldo-umido mantiene la pelle più morbida, ma gli sbalzi di temperatura, l'aria condizionata, il sudore e il cloro possono scatenare il rilascio di sostanze che fanno invece aumentare la secchezza cutanea, causando invece problemi.«Le persone con psoriasi beneficiano dell'esposizione al sole purché questa sia effettuata gradualmente e con adeguata fotoprotezione, rinnovando l'applicazione ogni 2 ore ed evitando l'esposizione nelle ore centrali della giornata - spiega Antonio Costanzo, responsabile dell'Unità Operativa di Dermatologia all'Istituto Clinico Humanitas di Milano -. Ustioni e scottature possono scatenare la riattivazione della psoriasi o portare allo sviluppo di nuove placche. Le scottature attivano infatti il cosiddetto "fenomeno di Koebner", ossia lo sviluppo di placche nelle zone soggette ad uno stimolo, fisico come la scottatura solare o meccanico come lo sfregamento o traumi locali». E poiché alcuni farmaci per la cura della psoriasi sono foto sensibilizzanti e c'è il rischio che si creino «antipatiche» macchie sulla cute, meglio consultare il proprio dermatologo prima di esporsi al sole.

Tenere la pelle fresca e morbida

Fondamentale per questi pazienti è mantenere la pelle costantemente idratata. Per prevenire secchezza e screpolature meglio usare saponi o gel idratanti, applicare sempre, dopo la doccia, creme emollienti. In caso di punture d'insetti o meduse, di contatto con erbe urticanti o alghe è consigliato non grattare le lesioni, che così si irritano maggiormente, ma alleviare il prurito mediante l'applicazione di creme e rimedi idonei. Sempre per non accrescere l'irritazione è meglio indossare vestiti freschi e possibilmente di cotone a contatto della pelle ed evitare quelli troppo stretti: il principio di base è solo quello di sfuggire ciò che sfrega la pelle e che quindi, insieme all'inevitabile sudore, può infastidire.

Cibi leggeri, pochissimi alcolici

Sebbene l'alimentazione non influisca direttamente sulla comparsa della patologia, con la scelta di alcuni alimenti e l'esclusione di altri è possibile determinare dei miglioramenti riducendo l'infiammazione, quindi le fasi di riacutizzazione: Le bevande alcoliche possono interferire con alcuni farmaci per la psoriasi - aggiunge Costanzo - e favoriscono fenomeni infiammatori dell'organismo, quindi è importante limitarle il più possibile, ed è invece utile bere molta acqua, seguendo una dieta ricca di alimenti freschi e leggeri».

La terapia non va in vacanza

«Con il miglioramento delle lesioni alcuni pazienti decidono arbitrariamente di diminuire o, peggio, interrompere le terapie proprio in questo periodo - sottolinea Costanzo -. Ma è fondamentale condividere ogni decisione con il proprio dermatologo. La cosiddetta "vacanza terapeutica" che veniva consigliata nel periodo estivo in cui venivano sospesi i farmaci di vecchia generazione (come gli immunosoppressori) non è più necessaria. Le nuove terapie come i farmaci biologici (quali etanercept, infliximab, adalimumab,ustekinumab, secukinumab e ixekizumab) sono più efficaci, sicure e mantengono gli effetti a lungo termine. Una sospensione temporanea o definitiva delle cure senza consultare il dermatologo potrebbe esporre a ricadute e peggioramenti, rendendo vani gli sforzi fatti sino a quel momento. Sappiamo - conclude l'esperto - che alcuni trattamenti sono difficili da gestire, prevedono modalità di assunzione complicate o effetti collaterali sgraditi, ma una buona comunicazione e l'alleanza terapeutica col curante sono fondamentali per ottenere i risultati migliori».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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