I tatuaggi possono provocare infezioni a distanza di anni


24 Oct 2017 01:00 Rassegna stampa


I tatuaggi possono provocare delle infezioni a 15 anni di distanza dalle punture dell'ago. Un problema riscontrato su una donna australiana di 30 anni che si è presentata in ospedale con dei rigonfiamenti proprio nel punto in cui, molti anni prima, si era tatuata. E' accaduto al Royal Prince Alfred Hospital di Sydney e i medici si sono messi subito al lavoro per capirne le cause. Gli esami hanno riscontrato che non si trattava di cancro, come temuto in un primo momento, ma della reazione all'inchiostro.

I risultati di questo caso, pubblicati sull'Annals of Internal Medicine, mettono in luce come i linfonodi possono gonfiarsi proprio a causa della "contaminazione" con i materiali di pittura.

Solo un mese fa una ricerca sul tema aveva destato qualche preoccupazioni sui possibili effetti nocivi di questa pratica sempre più diffusa. Secondo, uno studio pubblicato il mese scorso su Scientific Reports, le nanoparticelle d'inchiostro sono in grado di viaggiare nel sangue e "colorare" i linfonodi.

Va detto che ancora la medicina non è in grado di stabilire con certezza se i tatuaggi, oltre che alla pelle, facciano male anche all'organismo, in quale misura e dopo quanti anni dalla loro applicazione sul corpo. Grazie a un potente microscopio il team coordinato da Ines Schreiver dell'Istituto federale tedesco (Esfr) per la valutazione dei rischi ha osservato che alcune nanoparticelle di inchiostro, inferiori a un milionesimo di millimetro, sono capaci di raggiungere i linfonodi, le "sentinelle" del nostro sistema immunitario e di "colorarle" come fossero una porzione di pelle.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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Fonterepubblica.it
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