Dieci strane e sconosciute cause di tumore alla pelle


26 May 2018 05:35 Rassegna stampa


Dieci strane e sconosciute cause di tumore alla pelle

Una spremuta di agrumi quotidiana

Uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology ha analizzato i dati di 100mila adulti seguiti per 25 anni e ha ipotizzato che consumare agrumi tutti i giorni fa salire il pericolo di melanoma. «Una relazione molto dubbia - sottolinea Calzavara Pinton, che è anche direttore della Clinica Dermatologica degli Spedali Civili di Brescia -. Nei risultati si indicano come responsabili le furocumarine, molecole fotosensibili, le stesse utilizzate in clinica per la PUVA terapia. In realtà il loro contenuto nella polpa di agrumi è molto basso e viene bloccato completamente dal fegato dopo l'assorbimento intestinale. Passa solo quello che eccede una dose soglia che difficilmente potrebbe essere superata con spremute di agrumi».

I farmaci contro la disfunzione erettile

«Anche in questo caso ci sono forti perplessità - dice l'esperto -. Uno studio condotto qualche anno fa su sildenafil (ma potrebbe essere valido per tutti i medicinali di questa categoria) si concentra sul fatto che bassi livelli di fosfodiesterasi 5 indotti dal medicinale potrebbero favorire l'invasività del melanoma, ma non aumentarne l'incidenza. In pratica, il meccanismo di azione contenuto in questi farmaci non aumenta le probabilità di sviluppare un melanoma, ma in chi si ammala potrebbe rendere il tumore melanoma più "aggressivo". Non ci sono prove sufficienti e seppure questo fosse vero, dovrebbe riguardare anche altri tipi di cancro, ma questo non è mai stato dimostrato».

Lunghi e frequenti viaggi in auto

Autisti professionisti, trasportatori al volante tutto il giorno, taxisti. A rischiare un pò di più sono soprattutto i lavoratori che trascorrono tante ore alla guida, tutti i giorni o quasi. Lo dimostrano i dati riportati in uno studio sul Journal of the American Academy of Dermatology e il principio è lo stesso segnalato anche per i piloti d'areo: «Queste categorie professionali passano molte ore esposti ai raggi ultravioletti e hanno maggiori probabilità di scottarsi "senza pensarci" - sottolinea Calzavara Pinton -. Non a caso l'aumento di tumori registrato riguarda soprattutto il lato del corpo esposto al finestrino e in particolare le guance... Con le dovute protezioni il pericolo può essere tenuto sotto controllo».

Un drink alcolico al giorno

Una recente analisi di 16 diversi studi scientifici ha concluso che consumare quotidianamente una quantità di alcol eccessiva (4 cocktail o un numero superiore di birre e vino) fa aumentare il pericolo di melanoma. «Il motive starebbe nel fatto che certi composti presenti nell'alcol renderebbero la pelle più sensibile al sole - spiega Calzavara Pinton -. Ma si tratta di una dose di alcolici notevole, sconsigliata per la salute in generale, che potrebbe avere conseguenze nocive assai gravi non solo per la pelle...».

Oltre 11 nei sul braccio destro

È noto che i pazienti con nevi multipli corrono maggior rischio di melanoma. «Spesso si prende come soglia limite quella dei 50 nei su tutto il corpo, 20 su entrambe le braccia o 11 su un solo braccio - commenta l'esperto -: è un fatto statistico che non deve però essere preso come valore assoluto per cui se si è lievemente sopra o sotto questi numeri cambia tutto. Ad oggi quello che davvero conta è, sul fronte dei nei, che uomini e donne tengano sotto controllo i propri, specie se ne hanno tanti: se cambiano colore, sanguinano, se crescono di dimensioni è bene andare da un dermatologo per escludere che si tratti di melanoma».

Malattie autoimmuni: artrite reumatoide, lupus, morbo di Crohn, psoriasi

Chi soffre di queste patologie deve spesso sottoporsi a una terapia immunosoppressiva cronica, che indebolisce il sistema immunitario e che rende molto più sensibile la pelle ai danni dei raggi ultravioletti. Ai pazienti in trattamento con determinati farmaci andrebbe quindi consigliato di evitare l'esposizione al sole e di prendere tutte le necessarie precauzioni per non scottarsi, vista la loro aumentata fotosensibilità.

Le gite in montagna (non solo sulla neve)

Quando si parla di pericolo scottature si pensa generalmente al mare. Molti ignorano che la neve riflette quasi il cento per cento della radiazione ultravioletta e inoltre questa aumenta del 4 per cento ogni 300 metri di altitudine. «Il bianco delle piste da sci è "pericoloso" come o più delle spiagge in estate - dice il presidente SIDeMaST -. Così come, con l'arrivo della primavera, gli amanti delle gite in montagna devono ricordarsi che quanto più si sale in quota tanto più si fanno intensi i raggi solari. Ancora una volta, comunque, è sufficiente mettere un'adeguata protezione solare per arginare il problema».

La pelle scura oppure olivastra

La pelle africana ha bassi numeri di certi tipi di melanoma che sono più frequenti tra i bianchi, ma l'incidenza è pari o anche superiore per il melanoma acrolentigginoso del piede (una rara e aggressiva forma che fu letale per il cantante Bob Marley) e quello delle mucose. Altro discorso va fatto invece e per i caucasici con carnagione olivastra: i «più scuri» fra i bianchi sono molto più colpiti dai tumori cutanei degli africani e, sebbene meno esposti al pericolo ustioni rispetto a chi è più chiaro di loro, tendono a farsi controllare meno i nei e a proteggersi in maniera meno adeguata.

I weekend a tutto sole

Serve attenzione soprattutto durante i weekend «mordi e fuggi» o le vacanze brevi e fuori stagione (quando la pelle è «fuori allenamento») e in montagna, dove il freddo induce ad abbassare la guardia, ma le radiazioni ultraviolette sono intensificate dall'azione riflettente della neve. «Esposizioni eccessive intermittenti sono di gran lunga il fattore di rischio maggiore per melanoma e carcinoma basocellulare - chiarisce Calzavara Pinton -. Esposizioni quotidiane regolari a dosi basse non lo sono, anzi potrebbero essere anche protettive almeno nei soggetti più scuri, sono tuttavia un fattore di rischio per il carcinoma squamocellulare».

L'inquinamento e certe «sostanze professionali»

Diversi studi hanno concluso che gli idrocarburi aromatici policiclici presenti nei gas di scarico delle auto e nel fumo prodotto dalla combustione del legno nel camino o nelle stufe (oltre che nel fumo di sigaretta e nei cibi cotti alla griglia), possono favorire lo sviluppo di tumori di polmone, pelle e apparato urinario. Ci sono poi ricerche in corso di verifica che indagano se i PM10 potrebbero avere un ruolo, mentre è certo che alcuni lavoratori, per via delle sostanze con cui entrano in contatto quotidianamente (quali per esempio catrame carbone e pece), sono esposti a maggior pericolo di sviluppare certi tumori della pelle.

Inserito da segreteria SIDeMaST

Approfondimenti

Fontecorriere.it
AutoriVera Martinella
Link fonteLink articolo originale
Argomenti correlati melanoma carcinoma nevo carcinoma basocellulare sole alcol inquinamento carcinoma squamoso

SIDeMaST è su Facebook

Segui la pagina e diffondi la cultura dermatologica condividendo i contenuti.