Dermatite atopica, ecco le prospettive di trattamento più promettenti


10 aprile 2017 - 16:09Rassegna stampa


I farmaci biologici, nello specifico anticorpi monoclonali, arrivano per la prima volta anche nella cura della dermatite atopica, una patologia infiammatoria cronica della pelle dovuta a un malfunzionamento del sistema immunitario, quello che ci protegge dalle infezioni.

E con risultati davvero promettenti: lo dimostrano tre studi clinici appena presentati che evidenziano come questo nuovo approccio terapeutico sia in grado di far calare in modo significativo gli effetti della patologia.

Una malattia che va ben oltre la pelle.

Pelle arrossata, desquamazione, lesioni cutanee sul collo, il décolleté, il retro delle ginocchia, i piedi, ma anche in zone molto visibili come il viso e il cuoio capelluto, le mani e gli avambracci: sono i segni tipici della dermatite atopica.

Di solito insorge in età pediatrica e nella maggior parte dei casi scompare con la pubertà, ma può persistere e presentarsi anche in età adulta, tipicamente attorno ai 30 anni: "è la più frequente malattia infiammatoria della cute e in Italia colpisce circa il 2-5% della popolazione over 18" spiega Giampiero Girolomoni, Professore Ordinario di Dermatologia e Venereologia, Università di Verona.

I pazienti nei centri specialistici di dermatologia sono oltre 35.500, di cui 7.721 presentano la malattia nella sua forma grave: significa che, oltre a un prurito intenso e talvolta incontrollabile, può coinvolgere altri organi.

Infatti una quota considerevole delle persone affette sviluppa asma e rinite allergica nel corso della vita, inoltre la dermatite si associa frequentemente ad altre malattie: dalla congiuntivite sino, in alcuni casi, a compromissione renale, coinvolgimento gastrointestinale o sindrome metabolica.

Impatto devastante sulla qualità della vita

Oltre ai ricorrenti problemi di insonnia dovuti al prurito, sono diverse le attenzioni e le rinunce che chi ne è affetto deve mettere in atto nella sua vita quotidiana: in ciò che indossa, nelle sostanze con cui entra in contatto e a cui si espone.

"La dermatite atopica grave ha un forte impatto psicologico ed emotivo a carico del paziente e dei conseguenti costi sociali" afferma Annalisa Patrizi, Professore Ordinario e Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venerologia, e della Dermatologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, Policlinico S. Orsola.

"Il prurito continuo e incontrollabile incide fortemente sui livelli di stress e sulla perdita di sonno, con ripercussioni sull'efficienza, la produttività e la presenza sul lavoro".

È stato dimostrato che chi ne soffre ha una maggiore probabilità rispetto a persone sane di essere disoccupato: metà dei pazienti presenta problemi di produttività o assenteismo proprio a causa dello stress correlato alla malattia.

E, a causa della privazione di sonno per il prurito notturno, i pazienti vanno più frequentemente incontro a incidenti di varia natura o infortuni lavorativi.

"Ci sono poi le limitazioni che toccano anche la sfera relazionale e sociale, generando sul fronte psicologico un forte disagio nel contatto con gli altri, fino a giungere a un diffuso senso di frustrazione e discriminazione e sfiducia in se stessi".

Le cure attualmente disponibili

Sono di due tipi: pomate ed emollienti ad uso topico (cioè da mettere direttamente sulla pelle a base di corticosteroidi) oppure farmaci sistemici (che si prendono cioè oralmente o tramite iniezioni) ad azione immunosoppressiva.

Si usano inoltre antistaminici orali per calmare il prurito e ricostituenti dermici idratanti per la cura della pelle secca. È anche consigliato evitare fattori scatenanti, ad esempio il contatto con acari, e adottare una dieta specifica in caso di allergie alimentari.

Tuttavia antinfiammatori e immunomodulatori topici o sistemici presentano diversi effetti collaterali (principalmente mal di testa) e controindicazioni se usati in modo prolungato (possono portare a problemi renali, epatici e gastrointestinali).

E in molti casi, nonostante queste cure, continua a persistere una risposta non adeguata.

"Per aggredire la malattia, specie nella sua forma grave, è fondamentale andare oltre il trattamento cutaneo per agire su suo impatto sistemico" dice il dottor Girolomoni.

I nuovi trattamenti in arrivo

Il farmaco sperimentale dupilumab associato a corticosteroidi topici, ha ottenuto un significativo miglioramento della malattia, in termini soprattutto di miglioramento delle lesioni cutanee e della gravità complessiva della malattia e riduzione del prurito, con ricadute positive dirette sulla qualità di vita.

Lo dicono i risultati dello studio clinico Chronos, che ha coinvolto 740 pazienti adulti con dermatite atopica da moderata a grave, per un anno, a cui è stato somministrato dupilumab 300mg ogni due settimane (tramite una unica iniezione sottocute) in associazione a corticosteroidi topici.

Dopo sedici settimane di trattamento il 39% dei pazienti aveva la pelle esente o quasi esente da lesioni, il 69% ha raggiunto una riduzione del 75% dell'indice che misura la gravità dell'eczema (il rossore della pelle, il 59% ha conseguito una diminuzione di 4 o più punti sulla scala NRS (Pruritus Numerical Rating Scale) dell'intensità quotidiana del prurito.

A un anno, più di un terzo dei soggetti coinvolti nel trial clinico non presentava più lesioni sulla pelle rispetto al 13% dei pazienti trattati con placebo e corticosteroidi topici.

Come agisce e quando sarà disponibile

Dupilumab è un anticorpo monoclonale umano che inibisce l'attività di due proteine, l'interleuchina-4 (IL-4) e l'interleuchina-13 (IL-13), che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra queste e diversi organi e tessuti.

È proprio a causa di queste trasmissioni "malfunzionanti" che si attiva la risposta infiammatoria del sistema immunitario che poi produce gli effetti sulla pelle: il framaco, bloccando la loro attività, ne riduce in modo estremamente significativo la loro nefasta conseguenza.

La Food and Drug Administration (FDA), l'organo di regolamentazione dei farmaci statunitense, ha appena approvato dupilumab per il trattamento di adulti con dermatite atopica da moderata a grave, non adeguatamente controllata con trattamenti topici oppure quando questi trattamenti non siano indicati.

Questo iter ha fatto seguito alla designazione di "Breakthrough Therapy" (terapia fortemente innovativa) data a dupilumab dall'agenzia americana nel 2014.

Nel dicembre 2016 l'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha accettato di esaminare la richiesta di immissione in commercio di dupilumab. La decisione è attesa entro novembre 2017.

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